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Esercenti incontrano il sindaco di Camaiore Coluccini scrive a Roma

C.B.M.
Esercenti incontrano il sindaco di Camaiore Coluccini scrive a Roma

Continuano le manifestazioni  delle attività che sono state colpite dalle chiusure del Dpcm Il sindaco di Massarosa: «Roma invii più aiuti»

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Camaiore

Chi è stato colpito dalle chiusure dell’ultimo Dpcm del presidente Conte non molla. «Ci vogliono aiuti e subito». In primo luogo da parte delle amministrazioni comunali che, secondo le richieste degli esercenti, dovrebbero aiutare le attività, sgravando i titolari dal pagamento di alcune tasse comunali.

Dopo Massarosa, Pietrasanta e Seravezza gli esercenti in protesta hanno incontrato il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto al quale hanno consegnato le richieste di sgravi.

Oltre alla riduzione della tari e all'annullamento del suolo pubblico per il 2021, i camaioresi hanno inserito punti specifici per il loro territorio: un tavolo permanente sulla balneazione e una revisione dei parcheggi a pagamento durante il periodo estivo. La lettera è stata firmata dai tre componenti delle associazioni camaioresi: Carmelo Donzella per i commercianti, Marco Daddio per i balneari e Maria Bracciotti per gli albergatori. Ieri mattina l’incontro è avvenuto davanti al municipio.

Se dunque Del Dotto, come quasi tutti i sindaci della Versilia hanno ricevuto in mano la lettera delle richieste, il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini ha deciso di prendere carta e penna e scrivere direttamente a Roma affinché vengano inviati aiuti per sostenere le categorie in difficoltà. Coluccini ha scritto infatti una lettera ufficiale al Governo per chiedere il finanziamento ai comuni necessario alla copertura della riduzione della Tari per le aziende e imprese a seguito delle chiusure dovute all'emergenza. L'amministrazione, seguendo la linea di Anci ha per il momento applicato al momento solo il 70% della Tari, come consentito dell'Agenzia Arera. Il primo cittadino massarosese inoltre ha confermato l'apertura al dialogo con i commercianti e rilancia la necessità di un tavolo permanente per affrontare insieme la difficile situazione.

«Le minori entrate non possono ricadere sui bilanci comunali devono trovare copertura con finanziamenti che arrivino dallo Stato o Regione - scrive Coluccini - Diminuire la Tari non è soltanto un atto doveroso per la crisi economica senza precedenti che le imprese stanno subendo e affrontando senza alcuna colpa, ma anche secondo le norme. Obbligando alla chiusura durante il lockdown è logico che i rifiuti non sono stati prodotti o sono stati minori e di conseguenza è normale intervenire riducendo la parte variabile delle tariffe. Non è certo pensabile però che le minori entrate ricadano sulle utenze domestiche e nemmeno che si pensi di non procedere con queste riduzioni di cui le imprese hanno tutto il diritto. Quindi il governo intervenga a sostegno dei Comuni e lo faccia subito. Questa è un'azione concreta, una risposta necessaria per le categorie economiche in difficoltà, io credo un atto dovuto da parte del governo». —



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