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Il settore dei vivai regge il colpo a Ognissanti

Il settore dei vivai regge il colpo a Ognissanti

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Il settore della floricoltura versiliese ha retto il colpo duro delle restrizioni dovute al Dpcm. In particolare il comparto si è salvato grazie alle celebrazioni di questi giorni. Nonostante la paura e le restrizioni anti-covid, nonostante la concorrenza dell'import, il settore florovivaistico in Versilia tiene e sostanzialmente supera la prova della ricorrenza di Ognissanti da sempre termometro della salute del mercato.

«Non ci sono stati scatti in avanti ma nemmeno brusche frenate – spiega Massimo Gay, responsabile Cia Versilia – e visto il periodo che stiamo attraversando questo è già un successo. Siamo vicini alle medie storiche del periodo ed è indubbio che gli stessi produttori non se lo aspettassero viste le premesse».

Nell’ultima settimana c’è stata un po' di paura per l’aggravarsi dell'emergenza sanitaria ma le vendite hanno comunque retto. Crisantemo, anturyum, crisantemina, lilium si confermano le varietà più diffuse. Bene anche le fronde e il verde ornamentale, ruscus ed eucalipto su tutti. Il clima favorevole ha permesso di rispettare i tempi di produzione senza difficoltà.

«Ovviamente questa è una parentesi straordinaria rispetto al lavoro quotidiano delle nostre aziende – conclude Massimo Gay – l’invito è a scegliere anche nei fiori il km zero, ovvero i produttori di casa nostro, per tutto l’anno, non solo come garanzia di qualità ma anche come sostegno concreto all’economia locale e alla sua ripresa».

Il comparto florovivaistico infatti era stato molto in affanno soprattutto nei mesi scorsi. La Versilia, e in generale la costa toscana da Torre del Lago a Massa, è uno dei bacini floricoli più importanti per quantità di fiori recisi prodotti, aziende e vivai; tra i più danneggiati dallo tsunami del lockdown con milioni di piante e fiori marciti, invenduti e distrutti. –

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