Il sindaco di Stazzema propone una legge contro la propaganda fascista
La richiesta verrà presentata dalla cancelleria della Corte di Cassazione Tra i primi firmatari: il direttore del Tirreno, la nipote di Calamandrei e molti altri
STAZZEMA. Sarà il primo mattone per giungere all’emanazione di una nuova legge contro la propaganda delle ideologie fasciste e naziste e contro la produzione e la vendita di oggetti che richiamano a quelle simbologie. Il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, presidente dell’istituzione Parco nazionale della pace di Sant’Anna, depositerà il testo della proposta di legge di iniziativa popolare alla cancelleria della Corte di Cassazione lunedì, in Piazza Cavour a Roma.
Inizierà così l’iter che prevede successivamente la sottoscrizione da parte di 50mila cittadini della proposta nata proprio nel luogo oggi ricordato per l’eccidio di centinai di civili il 12 agosto del 1944. Fra i primi sottoscrittori della legge, che saranno presenti a Roma, ci sono: Fabrizio Brancoli, direttore del quotidiano Il Tirreno, Silvia Calamandrei, nipote di Piero Calamandrei (uno dei padri della Costituzione), Adelmo Cervi figlio di Aldo Cervi ucciso dai fascisti assieme agli sei fratelli partigiani, l’attivista Jasmine Cristallo; Cristina Franceschi, presidente della Fondazione antifascista Roberto Franceschi impegnata nella difesa dei valori della Costituzione, Ledo Gori funzionario della Regione Toscana, Ferruccio Parri avvocato e nipote omonimo di Ferruccio Parri, uno dei capi della Resistenza, e Bruno Possenti coordinatore Anpi Toscana. «Siamo spesso di fronte alle affermazioni che il fascismo non c’è più ed appartiene ormai al passato – commenta il sindaco Maurizio Verona, che ha lanciato l’iniziativa – ma i simboli di quella ideologia compaiono ovunque, negli stadi, in alcune manifestazioni di piazza, capita anche che si trovino dentro delle attività economiche o in un ristorante come accaduto qualche giorno fa, e vengono tollerate, segno che la legislazione vigente non è sufficiente. Ma soprattutto quelle ideologie permangono in alcuni atteggiamenti e in un modo di pensare: abbiamo lasciato e tollerato per molti anni e invece, qualcuno ancora agita fantasmi del passato, espone quadri del Duce con vanto, rilancia l’idea di una piccola Italietta autarchica, autonoma, che difende la presunta razza italiana e che può fare a meno di una Europa tiranna. Come definire se non fascista il pestaggio di Willy che difendeva un ragazzo aggredito».
Dopo il deposito della legge e la pubblicazione in Gazzetta seguirà la fase della raccolta delle firme. I cittadini potranno sottoscriverla negli uffici di tutti i Comuni d’Italia e nei banchetti che verranno predisposti. «Vogliamo partire dal basso – conclude – per far approvare questa legge che garantirà una nuova certezza di una pena giusta e severa per coloro che propagandano queste idee anche attraverso una oggettistica di dubbio gusto. Non si tratta di una limitazione delle libertà democratiche, ma di un’opera di giustizia». —
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