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cronaca

Luca e Greg, la coppia perfetta Insieme vincono il titolo italiano

L’istruttore viareggino e il suo cane hanno trionfato ai campionati di sport cinofili. «È iniziato tutto per gioco, ora addestrare gli animali è diventato il mio lavoro»


15 ottobre 2020 Simone Pierotti


Viareggio

Si chiama ‘obedience’, ma con l’obbedienza c’entra poco. O meglio, sì, fra le discipline degli sport cinofili è quella che prevede che il cane esegua una routine di esercizi, obbedendo in qualche modo. Ma la vera finalità è l’armonia fra l’animale e il suo conduttore, quasi una sorta di empatia, anche quando i due sono fisicamente distanti. Un lavoro che dura mesi e mesi, figuriamoci pensare di vincerci una gara. Il trentaquattrenne viareggino Luca Bartelloni ci è riuscito, laureandosi campione italiano a Gorizia con il suo ormai inseparabile Greg, un border collie di otto anni. Una vera e propria impresa realizzata da chi è riuscito a trasformare una semplice passione in un lavoro a tutti gli effetti.

Ma procediamo con ordine. Una decina di anni fa Luca, un passato da nuotatore e giocatore di pallanuoto, apre un suo centro cinofilo, El Perro Loco. «Mi sono avvicinato agli sport cinofili quando ancora lavoravo come dipendente, prima in un cantiere poi in un’agenzia pubblicitaria – racconta lui – poi, quattro anni fa, ho lasciato tutto per dedicarmi a questa mia passione: adesso siamo in cinque e il nostro oggi è un centro di formazione per addestratori riconosciuto dall’Ente Nazionale Cinofilia Italiana».

Cos’è, in parole povere, questa obedience? «È una specialità molto popolare in Italia, soprattutto al Nord. Non riguarda l’obbedienza del cane, ma misura con una serie di dieci esercizi di difficoltà crescente il rapporto che te instauri con lui: sei solo con lui, viene fuori la vostra relazione e ti giochi tutto in un quarto d’ora».

Quindici minuti in cui il cane deve essere «motivato, veloce e preciso, bravo a non distrarsi quando fa gli esercizi con altri cani o è da solo». E per arrivare a un ottimo risultato in quel breve lasso di tempo servono mesi di allenamento. «Può far ridere che i cani vengano trattati alla stregua di piccoli atleti, eppure è così. Se prendo in carica e cucciolo e voglio portarlo a gareggiare, ci vogliono due anni… Greg, il mio cane, si allena mezz’ora al giorno. Ma non c’è niente di imposto, anzi, l’obedience esalta la volontà del cane di compiere determinati esercizi e i metodi della cinofilia sono certamente diversi rispetto a trent’anni fa».

Già nel 2018 Luca si era classificato terzo ai campionati assoluti di obedience («Funziona come nel calcio, ci sono cinque serie diverse: la più importante è la Classe 3»), due anni dopo ecco il piazzamento più agognato nell’anno più difficile: «Dopo la quarantena adesso ci sono norme più restrittive – prosegue Luca – con il titolo nazionale, adesso, ci sarà la possibilità di essere selezionato per i Mondiali in Svizzera del prossimo anno e quello è certamente il grande sogno: l’Italia ha una grandissima tradizione nell’obedience». E allora rinverdiamola… —





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