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Versilia: bus strapieni, genitori e studenti infuriati
Ragazzi accalcati e scoppia la protesta: «Così è inutile prendersela con la movida e chiedere comportamenti corretti»
PIETRASANTA. Ore 7,20 di ieri mattina: il bus in partenza dal Terminal in direzione di Viareggio è un imbuto che risucchia decine e decine di studenti accalcati uno accanto all’altro. Non accade da oggi e neppure da una settimana. Accade da anni, ma oggi c’è il Covid che aleggia intorno al nostro quotidiano. E allora quel bus stracolmo di ragazzi che indossano la mascherina è un viaggio pericoloso verso un potenziale ignoto che alcuni genitori hanno deciso, in qualche modo, di fermare. «Informeremo la Procura: chi di dovere intervenga», ci fa sapere un babbo. C’è chi se la prende con il sindaco Alberto Giovannetti e chi con il Governo. Ma la competenza dei servizi di trasporto – nel contesto gestito da Ctt nord – è della Regione. E Paolo Pardini, uno dei genitori che ha deciso di alzare la voce, non perde tempo. «Presidente Giani, ma le sembra normale? Questa nella foto è la situazione dei bus, al mattino, a Pietrasanta in cui si ritrovano gli studenti per recarsi a Viareggio. Poi se i ragazzi si ammalano e di conseguenza, con loro, anche le famiglie, la colpa è della movida?» scrive Pardini in un tweet, allegando un’istantanea che riassume la ressa. Francesca, 16 anni, studente del Classico, non nasconde la propria preoccupazione.
«Alcune di noi – racconta – prendono l’autobus un’ora prima al mattino per evitare questa caos e fanno altrettanto quando escono da scuola. Ma così facendo stai quasi tutto il giorno fuori e hai poco tempo per studiare e altro. La verità è che puntano il dito sempre e comunque contro noi giovani, contro i nostri comportamenti giudicati eccessivi, e talvolta possono anche avere ragione, ma poi, per andare a scuola, sei costretto ad ammassarti in un bus pieno stipato di gente. Io tengo la testa bassa, indosso gli occhiali, la mascherina, un foulard tanto che esco dal bus con la testa che mi scoppia e affannata. C’è da sentirsi male: tutto questo è assurdo. Intorno a me vedo ragazze e ragazzi che la mascherina, sul bus, la indossano, poi c’è chi è più ligio alle regole, chi meno, ovvio. Quando però senti starnutire o ancora qualche colpo di tosse, e sei uno appiccicato ad un altro come puoi pensare di proteggerti? È una vergogna. Stamani (ieri per chi legge, ndr) avevo deciso di scendere dal bus perché comincio ad avere paura del contagio, ma pioveva e andare in scooter sarebbe stato problematico, i miei dovevano recarsi al lavoro e quindi sono rimasta. Ma tutto questo non è normale. Anzi, è pericoloso». Stamani, non solo a Pietrasanta, saremo però di nuovo punto a capo con alcuni bus al limite della capienza. Da qui la proposta di una protesta: «Scendiamo e lasciamo i mezzi vuoti in caso appunto di capienza all’80% non rispettata». —
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