Il Tirreno

Versilia

RESIDENTI DI AZZANO 

«Sì alle cave ma Henraux deve garantire opere e servizi per la montagna»

T.B.G.

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SERAVEZZA

«La vicenda usi civici-Henraux affonda nella notte dei tempi. Le passate sentenze, come quella del 1990, non hanno mai messo in pregiudicato l'escavazione né, dunque, il lavoro che è ben lontano, tuttavia, dal raggiungere, relativamente al numero degli occupati, la cifra di centinaia». Il gruppo di residenti di Azzano, che di recente si è occupato della vicenda degli usi civici, sottolinea che non è contro l’escavazione, anche se la ricaduta occupazionale non è più quella di decenni fa, che ci sono dei diritti da difendere e che Henraux deve garantire servizi alla montagna.

Il dibattito si è di nuovo acceso dopo la sentenza di primo grado di luglio: il commissario per gli usi civici di Roma ha dato ragione ai residenti della montagna e al Comune, sostenendo che i mappali dove ricadono le cave più importanti (come le Cervaiole) sono di natura collettiva e non privata. L’azienda darà battaglia davanti alla Corte di Appello. Mentre sindacati e amministrazione auspicano un accordo. «Occupazione e ricaduta – proseguono i residenti di Azzano - non riguardano più la montagna, la maglia della filiera si è allargata e non riguardano più nemmeno il Comune di Seravezza o la Versilia». Inoltre - proseguono - «non si regalano diritti inalienabili e sacri: diritti che, quantificati in milioni di euro, danno la misura di quanto fosse ridicola e offensiva la cifra (49mila euro) della defunta transazione. E dalla difesa di tali diritti conseguono altre garanzie: escavazione sostenibile da parte di Henraux e ricaduta, fin da subito, in termini di opere e servizi, di quanto spetta alle popolazioni della montagna, uniche proprietarie dell'Altissimo». —

T.B.G.

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