Il Tirreno

Versilia

la richiesta a giani 

Verona, vicepresidente della Provincia: a Firenze un assessore versiliese

T.B.G.

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viareggio

«Mi aspetto che il presidente Eugenio Giani inserisca in giunta un versiliese. Da troppo tempo il nostro territorio non ha rappresentanti in Regione».

È l’appello che il sindaco di Stazzema Maurizio Verona rivolge al neo presidente della Toscana dalla sua pagina Facebook.

Nel consiglio di maggioranza sono passati, per la Lucchesia, due candidati: Mario Puppa, ex sindaco di Careggine, e Valentina Mercanti assessore del Comune di Lucca. Ancora all’asciutto la Versilia, che non ha rappresentati in giunta o in consiglio di maggioranza da almeno tre mandati. E questo è il quarto.

«Giani si è presentato come il sindaco dei toscani – dice Verona – e i sindaci nella composizione dell’amministrazione cercano di rappresentare con i consiglieri e gli assessori i territori del loro Comune. La Versilia così è fuori dalla maggioranza. C’è la possibilità con la nomina di un assessore di sopperire a questo vuoto. Il mio è un invito. Giani ha l’autorevolezza per prendere le sue scelte e io sarò a suo fianco finché sarà sindaco».

Il sindaco Verona – è anche vicepresidente della provincia di Lucca – elenca una serie di motivazioni.

«Abbiamo contribuito anche noi alla elezioni di Giani, ma non siamo riusciti a far eleggere nessun consigliere. Il presidente ora deve avere sensibilità: ora c’è la possibilità di compensare chiedendo a questo territorio di fornire un nome con esperienza e che possa portare valore e farsi carico delle istanze della costa lucchese. Qui ci sono due parchi regionali, quindi c’è una grossa valenza ambientale, un’economia turistica importante e un porto fra i maggiori della Toscana con Viareggio, e infine un problema legato allo smaltimento dei rifiuti. Insomma, in Versilia c’è bisogno di un interlocutore locale che possa capire le necessità e dare un contributo nella pianificazione e nella stesura delle leggi regionali prima, e non trovandosi ogni volta a rincorrerci con la politica o di fronte a scontri sociali». —

T.B.G.

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