La guida
A Viareggio Del Ghingaro alla prova del rebus giunta: il Pd chiede spazio per contare di più
Incontro a breve tra il sindaco e il commissario dem Franchi, che esclude un suo coinvolgimento diretto nell’amministrazione
viareggio
È il banco di prova vero del nuovo patto tra Giorgio Del Ghingaro e il Partito democratico. Fino a che si è trattato di giocare per la partita elettorale, l’alleanza ha avuto i risultati sperati: Del Ghingaro prosegue il mandato ancora più forte e il Pd di Viareggio vince la battaglia interna contro i ribelli, avviando il percorso di ricostruzione che sta già portando alla ribalta volti nuovi. Ma ora si aprono tutt’altri scenari: la composizione della squadra che dovrà guidare Viareggio per i prossimi 5 anni. Su cui il sindaco riconfermato ha già calato tutto il peso del suo 54% di voti.
Perché quelle parole dette a pochi minuti dal trionfo alle urne sono un messaggio chiaro al Pd. «Sulla giunta mi prenderò i miei soliti giorni, non molti – ha spiegato Del Ghingaro – In testa ho una mia idea, com’è ovvio che sia. La decisione sarà mia, come sempre successo, senza elementi esterni». Dato che il sindaco parla poco – ieri per niente, almeno ufficialmente – è abbastanza evidente che abbia giocato d’anticipo nei confronti di un Pd che, in maniera altrettanto evidente, chiede spazio per contare nella prossima amministrazione. A questo proposito il commissario Pd di Viareggio, Alessandro Franchi, usa termini simil sportivi: “valorizzazione” «per un partito che comunque governa a Firenze e a Roma e quindi può avere il suo ruolo nel confronto con queste istituzioni» e “schema”, intendendo quella che sarà l’organizzazione della maggioranza Del Ghingaro, sia nella giunta che nelle società partecipate. Nei corridoi del Comune si sussurra che il Pd chieda di essere rappresentato con due assessorati, tra cui il vicesindaco. «Anche io ho fatto il sindaco, è chiaro che è a lui che spetta la decisione – dice Franchi – Noi non abbiamo fatto richieste, né in un senso né in un altro, quando ci siamo seduti al tavolo per l’accordo. Quindi non ci sono ipotesi al momento. Oggi (ieri, ndr) ci siamo presi un giorno di pausa, a breve ci sarà l’incontro in cui ci confronteremo». Un altro esponente Pd assicura: «È tutto in alto mare, non siamo ancora ai nomi e cognomi».
Ma in politica, così come nel calciomercato, i nomi e cognomi si fanno anche quando non ci sono. Così si dice che Valter Alberici, fedelissimo braccio destro di Del Ghingaro, possa vedersi ritagliato un ruolo diverso nell’amministrazione. Forse all’interno della macchina comunale. La maglia di vicesindaco potrebbe essere affidata a Federico Pierucci, giovane che Del Ghingaro stima molto e che considera un papabile delfino. Ma a quel punto il Pd non avrebbe il numero 2. Che non sarà Franchi: il diretto interessato lo esclude.
Dato in uscita Maurizio Manzo (sicurezza e libertà urbana), mentre nel team Del Ghingaro è considerata in ascesa l’avvocato Silvia Bertolucci, che ha incassato un buon numero di preferenze, così come Rodolfo Salemi e Duilio Francesconi. Uno dei nomi indicati dal Pd, invece, potrebbe essere Federica Maineri. —
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