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Pubblicità elettorale, multa annullata

donatella francesconi

Sanzione da 400 euro per il Partito animalista per i volantini sulle auto ma il Regolamento comunale lo consente

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viareggio

Agenti della polizia municipale di Viareggio in giro per tutta la giornata di giovedì a “caccia” di irregolarità da sanzionare in fatto di pubblicità per la campagna elettorale delle tante liste dei cinque candidati a sindaco in corsa. A farne le spese nelle mattinata è stato il “Partito animalista”, una delle forze in corsa con Barbara Paci: «Mi sono visto elevare un verbale con sanzione da 400 euro», spiega Massimo Baldini, che era impegnato nel volantinaggio sulle auto in sosta.

Gli agenti gli hanno contestato l’articolo 23 del Codice della strada e l’articolo 10, comma 4, del Regolamento della pubblicità vigente nel comune di Viareggio. Peccato solo che lo stesso articolo - e basta un clic sul sito del Comune per verificarlo - reciti: «È vietata la pubblicità attraverso la collocazione di volantini sui parabrezza dei veicoli ad eccezione della propaganda politica».

Ed infatti, aggiunge Baldini, «venerdì mattina mi è arrivata una telefonata dal Comando di polizia municipale che mi informava di considerare annullato il verbale che mi era stato elevato il giorno prima».

Anche perché - album fotografico alla mano - è sotto gli occhi di tutti come, negli ultimi giorni, proprio i parabrezza delle auto siano stati invasi dalla propaganda elettorale di tutti i candidati, senza distinzione alcuna.

Il personale della Municipale si è presentato anche a Torre del Lago per far rimuovere le bandiere che una candidata della lista “Civicamente” (stessa coalizione del Partito animalista) dall’abitazione privata di una candidata (vedi box in questa pagina).

E, se non bastasse, nella serata hanno visitato il chiosco “Oste matto” del viale dei Tigli (stessa coalizione) per fare rimuovere locandine e volantini del candidato Domenico Calsabianca, marito della titolare dello stesso chiosco ed anima del locale.

«Non mi hanno consegnato alcun verbale», spiega Calsabianca al Tirreno, «ma i vigili hanno scattato le foto al locale con le mie locandine e senza». Poi da lì si sono recati negli altri due chioschi del viale dei Tigli, lato monti.

«Non si spiega questo atteggiamento in alcuna maniera», commenta Luigi Troiso, consigliere comunale uscente e capolista di “Civicamente”.

Soprattutto considerando - è la notazione conclusiva inevitabile - la svista nella compilazione del verbale a carico del Partito animalista. —



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