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turismo: tempo di bilanci 

La rivincita dei ristoratori «Così resistiamo al Covid»

Matteo Tuccini
La rivincita dei ristoratori «Così resistiamo al Covid»

Dal pienone perenne dell’osteria Candalla al Basilico fresco che fa meglio del 2019 «Smentite le premesse, la stagione è positiva: ma il futuro resta un’incognita»

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viareggio

«Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene, se non si è mangiato bene». Virginia Woolf, scrivendo queste parole, si riferiva in particolare al pranzo. Ma è chiaro che la riflessione vale in generale per il sedersi a tavola. Chi lo fa male, vive male.

Sarà per questo che in tanti, in estate, hanno riempito i ristoranti di Viareggio e Versilia, a dispetto della paura del Covid e del timore che si perdesse il gusto dello stare insieme attorno al buon cibo. Come all’osteria Candalla a Camaiore, ormai luogo di culto della ristorazione che non ha risentito quasi per niente della crisi legata alla pandemia: è sempre strapiena, ancora oggi. Anche perché è un angolo di bello in Versilia che è già una fuga dai pensieri negativi. «Nonostante qualche limitazione sugli spazi e il numero di tavoli – dice Daniela Barbani, che assieme a Massimo Mariozzi, Alessandro Fazzi e Giulio Luccio guida l’osteria tra il fresco dei ruscelli camaioresi – abbiamo lavorato come l’estate scorsa, che è stata strepitosa. Quindi siamo più che soddisfatti. Siamo sempre stati pieni, con doppio turno serale e nel fine settimana anche a pranzo. Fino alla fine di settembre non abbiamo un tavolino libero». Al Basilico fresco sul viale Kennedy a Torre del Lago, addirittura, la stagione è andata meglio rispetto all’anno scorso: lo conferma uno dei titolari, Giacomo Pezzini. «Nei mesi di luglio ed agosto è stato così – dice – c’era una maggiore presenza sul nostro territorio, tra chi non ha potuto andare all’estero e chi ha preferito di sua spontanea volontà rimanere in Italia. Abbiamo anche alzato la qualità dei nostri clienti e questo non può che farci piacere». Il Basilico fresco ha sfruttato bene, come hanno fatto tanti altri locali, gli spazi all’aperto. «Abbiamo una disponibilità di 200 persone – ammette Pezzini – questo ci consente di soddisfare le esigenze. In teoria potremmo aumentare la capienza, ma preferiamo fermarci a questo numero. Non nascondo un po’ di timore per ottobre: il virus c’è ancora».

Numeri super anche a Pietrasanta, la Cenatown della Versilia. «È stata una stagione estiva soddisfacente, ma i mesi persi con la chiusura a causa dell’emergenza sanitaria, pesano, eccome, sul fatturato complessivo – dice Filippo Di Bartola, nome di riferimento della gastronomia versiliese e titolare dei ristoranti Filippo a Pietrasanta e Filippo a Forte – Viste le premesse della vigilia in scia al Covid è andata decisamente bene nei mesi di luglio e agosto. E anche settembre è su buoni livelli. Ovvio che quello che abbiamo perso fra marzo e giugno incide sulla valutazione complessiva di una stagione che è stata soprattutto caratterizzata dalla presenza di tanti italiani. Da anni, forse da quando ero un ragazzino alle prime armi, non vedevo, in fatti, un numero così importante di giovani, sia a Pietrasanta che a Forte dei Marmi: una clientela che, solitamente, si recava in passato a Ibiza come in Grecia. E che invece quest’anno, complice l’emergenza, ha scelto le nostre spiagge e le nostre località. Con la Versilia che ha dato di sé un’immagine solida, rassicurante e vincente. Tutto questo, ed è il pensiero anche di molti miei colleghi, è motivo di grande soddisfazione. E un investimento degno di nota anche per il futuro». Ma è proprio il domani prossimo a preoccupare Di Bartola e altri colleghi. «L’incertezza che ci accompagna ogni giorno pesa molto sui nostri programmi, sulle nostre prospettive. Oggi è difficile prevedere cosa succederà da qui a qualche settimana».

«La stagione partiva con premesse drammatiche – dice Antonio Nutini, titolare del Marcantonio in Passeggiata a Viareggio e referente di categoria per Confcommercio – Ma a parte giugno, che per la maggioranza di noi è stato mediocre, a luglio e agosto e per ora anche a settembre c’è stato un risultato soddisfacente, sicuramente superiore alle attese. È una stagione turistica da 6-6,5, sufficiente a reggere i costi: non poco, si pensava a un 4. Le perdite, in media, non superano il 10-15%. La preoccupazione resta per il proseguio dell’anno. L’estate ha iniettato ossigeno a aziende che però hanno avuto 4-5 mesi (inizio anno) di incassi zero. Segnalo – conclude Nutini – che c’è stata una scarsa risposta di aiuto sugli affitti dai proprietari dei fondi. In alcuni casi ci sono state rinunce importanti e vanno ringraziati pubblicamente, ma molte persone non sono andate incontro a nessuna esigenza. Bisogna discuterne, perché l’emergenza coronavirus va avanti». —

(Hanno collaborato

Luca Basile e Roy Lepore)

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