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Cattivi odori dal centro commerciale
L’esposto è partito da alcuni residenti della zona per un impianto di sollevamento Il Comune è intervenuto con un’ordinanza per risolvere
Camaiore
Arrivano cattivi odori dalla fognatura del centro commerciale di via Roma. Il motivo: un impianto di sollevamento delle acque nere che, per il modo in cui funziona adesso, crea maleodoranze. Per questo nella giornata di ieri il Comune ha emanato un’ordinanza con la quale obbliga le società che hanno in gestione l’immobile di smaltire in maniera più diluita gli scarichi della fognatura.
Tutto è partito nel mese di giugno scorso sa un esposto di un privato cittadino riguardo a esalazioni maleodoranti nelle vicinanze dei civici 14-16 e 18 di via Mattatoio a Camaiore. In seguito all’esposto, l’ufficio Ambiente del Comune richiedeva al gestore del servizio idrico integrato Gaia di accertare se ci fosse un mal funzionamento del sistema fognario. I tecnici dell’azienda idrica, dopo aver fatto una video ispezione all’interno del collettore (il 26 giugno scorso), ha comunicato all’ente di non aver rintracciato alcuna anomalia ma che il risultato dell’ispezione riportava come a causare i cattivi odori fosse lo scarico del vicino supermercato, attraverso un impianto di sollevamento.Si tratta appunto di un impianto che smaltisce i propri reflui attraverso un meccanismo di sollevamento e nel momento in cui tali reflui affluiscono nella condotta si sprigionano le esalazioni maleodoranti oggetto della segnalazione.
L’amministrazione, al termine delle verifiche, ha emanato proprio ieri un’ordinanza in base alla quale viene richiesto, in base al parere dei tecnici, «lo smaltimento più diluito e costante nel tempo a scadenze temporali continue con piccoli quantitativi di materiale da smaltire - si legge nell’ordinanza - piuttosto che in un’unica soluzione che aggrava la pressione ed il funzionamento dell’impianto di sollevamento medesimo». Insomma la soluzione al problema sarebbe la diluizione dello scarico del centro commerciale.
Secondo l’ordinanza, se non verranno eseguite le operazioni richieste entro dieci giorni, c’è il rischio che inizino i «procedimenti c relativi alla revoca dell’autorizzazione Suap nonché eventualmente alla dichiarazione di inagibilità dell’unità immobiliare», conclude l’atto. —
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