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la tragedia di lido 

Ventrella esce dall’ospedale e lascia la Versilia

Melania Carnevali
Ventrella esce dall’ospedale e lascia la Versilia

La cocaina che ha ucciso il figlio era purissima. I carabinieri al lavoro per capire se sia stata venduta ad altri spacciatori

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lido

È stato dimesso dall’ospedale lunedì pomeriggio e ha deciso di lasciare la Versilia, forse per sempre, Gerardo Ventrella, il 54enne originario di Torino, finito in coma la notte del primo agosto dopo aver assunto cocaina insieme al figlio, Samuele, di 25 anni, morto all’Opa per overdose poche ore dopo essersi accasciato in terra a Lido di Camaiore quella stessa notte.

La cocaina era purissima e probabilmente padre e figlio non lo sapevano. A vendergliela, secondo quanto ricostruito dai carabinieri dopo un’articolata indagine coordinata dal pubblico ministero Antonio Mariotti, sarebbe stato Paolo Lorenzini, 55 anni, di Viareggio, con precedenti penali legati allo spaccio.

Domenica mattina i militari della stazione di Lido gli hanno notificato la misura cautelare degli arresti domiciliari perché ritenuto responsabile di spaccio e morte in causa di altro reato.

Gli uomini dell’Arma erano arrivati a lui subito grazie all’analisi dei tabulati telefonici, dei messaggi in cui Ventrella e Lorenzini si danno appuntamento, e alla testimonianza del cugino di Samuele che il primo agosto era sceso con lui da Rivarolo, in provincia di Torino, per una breve vacanza in Versilia. Aveva parlato di un uomo entrato in casa la sera del primo agosto e lo ha poi riconosciuto nella foto segnaletica. Ma non sapeva il motivo della visita.

È stato poi Gerardo Ventrella, al risveglio dal coma, dopo aver scoperto dai carabinieri che il figlio era morto, a confermare tutto.

Lorenzini, secondo il suo racconto, avrebbe consegnato la droga direttamente a domicilio, a Lido di Camaiore. Poi padre e figlio l’avrebbero assunta sia in casa, sia fuori, in spiaggia. E i ricordi fin lì sono nitidi.

Poi il buio. Poco prima di mezzanotte i due si sono accasciati in terra: uno in una strada e uno in altra, a Lido, nel cuore della movida. Il padre è finito prima all’ospedale Versilia, poi a Cisanello dove è stato sottoposto a un trapianto di fegato. Il figlio è morto e i suoi funerali sono stati celebrati a Torino mentre il padre era in coma. Si è svegliato solo a fine agosto e da allora è iniziato il suo calvario.

Adesso gli uomini della compagnia di Viareggio stanno lavorando per capire se quella partita di cocaina sia stata venduta anche ad altri spacciatori della Versilia. —



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