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«Non riesco a portare mio figlio a scuola perché non ci sono più i pulmini»
Il padre di un bimbo di 8 anni si sfoga: la nostra famiglia non ha orari compatibili, il Comune trovi una soluzione o non abbiamo alternative
massarosa
«Mio figlio non sta andando a scuola perché non riusciamo a portarlo», è lo sfogo di un padre, Luca Bacci, il cui figlio fa le scuole a Massarosa ed è stato colpito dal taglio del servizio degli scuolabus. «Mio figlio abita con la madre a Corsanico - racconta Bacci - Nel paese sono state chiuse le scuole e trasferite a Piano di Conca. Fintanto che c’era il servizio di scuolabus riuscivamo a gestire la situazione ma adesso è insostenibile. Mio figlio quest’anno avrebbe dovuto frequentare la terza elementare, ma a causa della sospensione dello scuolabus non riusciamo a fargli frequentare la scuola dell’obbligo. Io lavoro come autista in una ditta di trasporti e la madre lavora in un asilo in altro comune, a Camaiore, ed entrambi non riusciamo a portarlo alle lezioni ma sopratutto tornare a riprenderlo per i nostri orari di lavoro. Per molti aspetti ma anche per la situazione Covid non posso ogni giorno chiedere a tutti i genitori della collina di prendere e portare mio figlio.Capisco le problematiche del comune a sostenere le spese ma spero venga compreso il mio disagio».
Bacci si è anche accordato con alcuni genitori ma la situazione è transitoria: «I vicini possono occuparsene solo alcuni giorni, non possiamo gravare sugli altri - spiega - ho un’altra figlia che ha 21 anni e frequenta l’università, quindi anche lei può portare il fratellino solamente alcuni giorni, compatibilmente con gli orari delle lezioni. La situazione è molto grave - continua Bacci - io, come tanti altri genitori del Comune di Massarosa, vivo un disagio non da poco. Capisco la scelta obbligata di fare tagli ma per il territorio massarosese un taglio del genere è veramente difficile da sostenere. Noi come famiglia saremmo disposti anche a spendere 100 euro al mese pur di fare in modo che il servizio venga ripristinato. La scuola infatti è un dovere ma sopratutto un diritto che lui ad oggi non ha a causa di questo taglio». —
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