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L’edilizia confida nel superbonus per dimenticare dieci anni di crisi
Magnani (Cna): sulla carta è una svolta storica per tutto il Paese «Ma se non facciamo presto rischiamo altre chiusure in serie»
l’ex miniera d’oro
Dieci anni di crisi, con una chiusura dietro l’altra di attività grandi e piccole, in quella che una volta era la miniera d’oro di Viareggio e della Versilia. L’edilizia ha vissuto il Covid «come l’ultima spallata dopo un lunghissimo periodo di difficoltà» spiega Marco Magnani, vicepresidente di Cna Lucca e titolare di un’impresa specializzata in ristrutturazioni leggere. Che ha visto assottigliarsi i dipendenti, più che dimezzati nell’ultimo anno.
Ma ora potrebbe esserci la svolta. O almeno questo è ciò che si augurano gli operatori del settore. Tante le speranze riposte nel cosiddetto superbonus, che consente di riavere in cinque anni il 110% di quanto investito in lavori di ristrutturazione per il risparmio energetico o per l’antisismica: «Per come è stato concepito – dice Magnani – il superbonus può rappresentare un cambiamento epocale per il nostro Paese. Abbattere i consumi significa risparmiare in maniera clamorosa sulla bolletta e dipendere sempre meno dalle fonti energetiche. Inoltre il committente, cioè la persona proprietaria dell’immobile, può realizzare un’operazione non a costo zero, ma addirittura guadagnandoci».
La vera novità, prosegue Magnani, «è la possibilità di realizzare il lavoro con il sistema della cessione del credito. In pratica io posso affidare l’intervento a un’impresa e cederle un credito che può corrispondere al compenso del lavoro svolto, che poi la stessa azienda può utilizzare per i propri pagamenti a fornitori, banche e così via. In questo modo l’impresa può rifiatare con denaro che arriva subito e che può essere speso immediatamente».
Ad oggi un intervento edilizio con l’utilizzo del superbonus «può essere avviato – rammenta Magnani – solo con soldi che il committente mette subito sul piatto. Dal 15 ottobre il sistema del credito sarà pienamente operativo, o almeno questo è ciò che è stato garantito. Però è necessario fare presto e dare respiro a un settore che arriva da dieci anni di sofferenze. Io temo che se non si accelera ci troveremo di fronte a un’ennesima moria di imprese, decretando il collasso definitivo dell’edilizia». —
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