Il presidio
Protesta dei residenti contro la movida «Pronto un esposto»
Un gruppo di cittadini venerdì si è presentato in Comune «Non vogliamo vendere le nostre case, ma così non viviamo»
pietrasanta
Ancora una notte di caos nel centro storico. Ancora schiamazzi e grida in particolare provenienti da piazza della Repubblica scenario di fondo, già nelle scorse settimane, degli eccessi della movida. «A un certo punto, esasperati dalle ola in provocazione di alcuni, ho chiamato il 113, ma ho evitato di affacciarmi alla finestra o di scendere a parlare con queste persone. Ce lo hanno consigliato le stesse forze dell’ordine alla luce degli ultimi episodi. Detto questo la situazione è insostenibile: qui non si riposa quasi più», fa sapere Marco Giannelli, residente con vista sulle mura cittadine, che negli ultimi giorni ha promosso una protesta silenziosa davanti al municipio. «Da pochi che eravamo il primo giorno siamo già arrivati all’adesione di una sessantina di famiglie: questo conferma quanto il problema sia sentito da chi abita da queste parti. Noi comprendiamo le priorità e le esigenze di chi ha un bar o un ristorante nel centro e fino ad oggi – proseguono Giannelli ed altri residenti – abbiamo tollerato ogni eccesso, ma adesso è arrivato il momento di pretendere il rispetto delle regole, delle ordinanze, del diritto al riposo dopo una certa ora della notte. Non abbiamo alcuna intenzione di vendere casa per andare ad abitare altrove (anche se qualcuno sui social lo ha messo in conto, ndr)-: noi vogliamo continuare a vivere qui, nel nostro centro storico, ma in un contesto reciproco di rispetto delle regole. Quello che oggi in alcune zone di Pietrasanta, vedi piazza della Repubblica, non c’è. Ed è questo che chiediamo a chi amministra la città».
Anche se Giannelli e gli altri che si sono riuniti venerdì scorso davanti al municipio sono rimasti perplessi, a loro dire, dalla reazione del sindaco Alberto Giovannetti. «È transitato a due passi da noi, con l’auto, senza degnarci di uno sguardo – fa sapere Giannelli –: non una parola, non un cenno, come se non esistessimo. E ha tagliato corto con uno dei residenti che ha provato a fare presente il nostro disagio: un modo di fare che ci amareggia. Ad ogni modo andremo avanti per la nostra strada». Che significa mettere in mano la questione ad un avvocato. «Sì, questa è l’intenzione: faremo un esposto interessando tutte le parti in causa poi chi di dovere prenderà nota e agirà di conseguenza. Così come probabilmente ripeteremo anche nella giornata di domani la protesta silenziosa davanti al municipio: siamo per il dialogo – ribadisce Giannelli – e per il rispetto delle regole. Ma se le regole non vengono rispettate e se dal Comune non arrivano risposte concrete allora è arrivato il momento di chiamare in causa chi di dovere». —
Luca Basile
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