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Schiamazzi e denunce in piazza della Repubblica
Un residente scaraventa dall’alto un vaso di fiori, il titolare del bar “Soffuso” annuncia querela. Bonci (presidente del Pca): situazioni esasperate
PIETRASANTA
Schiamazzi fino all’alba, risate, ubriachi, un vaso da fiori assurdamente scaraventato dall’alto della propria abitazione da un residente esasperato dal caos denunce, esposti. Benvenuti in piazza della Repubblica – o piazza delle Poste che dir si voglia – ricettacolo di un degrado e di una conflittualità di rapporti – fra chi ha casa e chi un’attività – ai margini del centro storico cittadino. L’ultimo episodio, di una lunga e invelenita cronologia, è andato in scena durante lo scorso fine-settimana quando il solito rituale che si accompagna alla movida in città ha lasciato in scia una denuncia che il titolare del “Soffuso” Stefano Dami ha deciso di formalizzare a breve nei confronti appunto di una residente di zona rea, a suo dire, di avere gettato un vaso da fiori dalla propria abitazione, sovrastante il locale, verso il basso.
Ma la questione, come riferisce Luca Bonci, presidente del Progetto Comunità Aperta e noto imprenditore, è ben più complessa. «Domenica mattina, alle 5,30, per accompagnare mia figlia alla stazione passo in piazza delle Repubblica, e mi trovo davanti ubriachi che sciamano urlando, bottiglie spaccate, chi fa i suoi bisogni all’angolo delle strade, chi parte sgommando (posso immaginarmi il livello alcolico). C’è anche la polizia che penso avrebbe cose migliori da fare. Alle finestre persone esasperate. Come cittadino chiedo all’amministrazione che senso abbia permettere – è il punto di domanda di Bonci – l’attività di pubblici esercizi fino a notte fonda, in pieno centro abitato? Sono vitale per l’economia della città? Rientrano nell’idea di offerta turistica della Piccola Atene? Nessun rispetto per il diritto al riposo dei residenti? Più in generale come presidente del Pca, un’associazione che si occupa di dipendenze, ho preoccupazioni ancora più serie nell’assistere a questo genere di situazioni. E di certo, alla luce di quello che ho visto, continuerò ad accompagnare mia figlia alla stazione ogni qualvolta per prendere il treno il mattino presto, dovrà passare davanti a questa piazza. Parliamo di situazioni che riguardano in pieno la salute pubblica, una priorità a cui speriamo il sindaco non si sottragga».
Un punto di vista, quello di Bonci rilanciato a nome di altri residenti, rigettato dallo stesso Dami. «Cominciamo a dire - spiega l’imprenditore - che ho deciso di denunciare il residente che ha gettato questo vaso da fiori dalla sua casa verso la strada perché, e ci sono i testimoni, ha minacciato che la prossima volta lo scaraventerà sul sottoscritto. Niente giustifica il suo gesto. Detto questo il mio locale accoglie la clientela solo su prenotazione, ho due addetti alla vigilanza, nessuno può uscire con la consumazione e ho bandito ogni possibile motivo di schiamazzo. Se poi i giovani, visto che le discoteche sono chiuse, si riversano nelle piazze, come quella delle Poste, io e le altre attività possiamo fare poco. A giugno mi hanno costretto, per ordinanza, a chiudere per dieci giorni, ma ieri come oggi - conclude Dami - ribadisco che le regole le rispetto e che il mio locale si attiene, rigorosamente ad ogni prescrizione, ma non mi si possono addebitare colpe di eventuali schiamazzi o eccessi in piazza dove non ho alcuna competenza». —
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