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Carri piccoli ma da primato
L’omaggio alla scienza e agli italiani che hanno resistito al lockdown, le ambiguità e la follia della società contemporanea, un po’ di satira politica
VIAREGGIO
Dobbiamo proprio scomodare l’ennesima metafora calcistica in riferimento al Carnevale? Ma sì, facciamolo. A leggere i nomi dei carristi, e a giudicare soprattutto dai bozzetti presentati, quest’anno la seconda categoria non è tanto la Serie B del Carnevale quanto una A2, tra “nobili decadute” – i costruttori Massimo Breschi e Franco Malfatti, che almeno uno “scudetto” l’hanno pure vinto – e neopromosse pronte a dar battaglia – la debuttante Marzia Etna, affiancata ufficialmente dal figlio Matteo Lamanuzzi.
“Be the change” di Priscilla Borri e Antonino Croci. Se nel 2019 vinse con un carro incentrato sulla figura di Emma Bonino, la coppia Borri-Croci ci riprova puntando tutto su Rita Levi Montalcini, a cui si deve la scoperta della proteina Ngf che ha dato inizio allo sviluppo delle neuroscienze, personaggio portante di questa costruzione che ci ricorda l’importanza della ricerca e che ci esorta, proprio di fronte all’emergenza sanitaria, a essere protagonisti del cambiamento che vorremmo vedere nel mondo.
“Applausi” di Massimo e Alessandro Breschi. Applausi, tantissimi e meritati, a tutti gli italiani che con forza e spirito di sacrificio hanno affrontato la pandemia. Il grande tricolore è il simbolo della Comunità, mentre il clown bianco al centro della costruzione e le maschere della commedia dell’arte in rappresentanza delle varie regioni d'Italia, icone di un pensiero positivo, esprimono la solidarietà in cui, dopo il lockdown, tutti ci siamo identificati per rialzare la testa.
“Europafest” di Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi. Satira politica per il debutto di mamma e figlio tra i carri piccoli: in un’ambientazione da Oktoberfest, la cancelliera tedesca Angela Merkel tiene le fila del potere in Europa e i vari primi ministri Boris Johnson, Giuseppe Conte, Emmanuel Macron e Pedro Sánchez potrebbero finire inghiottiti dalla festa ed “affogare” nei barili di birra.
“Uno, nessuno e centomila” di Carlo Lombardi. “Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti”. Ispirandosi all’omonima opera di Luigi Pirandello, il costruttore ci invita a riflettere sulla moltitudine di maschere che la quotidianità ci porta ad indossare. Il carro è dunque una metafora della vita dell’uomo di oggi, così mutevole ed illusoria.
“L’Orlando furioso” di Franco Malfatti. La lucida follia della società contemporanea è il tema della costruzione, raccontato attraverso la citazione del capolavoro di Ludovico Ariosto. Orlando impazzisce per amore: l’uomo contemporaneo, invece, perde il senno della ragione per il bombardamento di notizie false e contrastanti, che scatenano incertezza, irrequietezza e folle confusione.
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