Prima dello schianto un saluto agli amici con cui usciva sempre
viareggio
Simone aveva gli occhi chiari. Un dettaglio che in realtà rivelava la sua natura di persona cristallina e sorridente. L’ironia, la voglia di scherzare e il suo humor lo accompagnavano sempre. Mai che si mostrasse oscurato o di cattivo umore. Era un musicista, suonava il pianoforte ed era un grande appassionato di musica lirica. Andava spesso a teatro e adorava Puccini.
Era divertente, un bravissimo cuoco e un uomo dalla grande sensibilità, oltre che di grande cultura.
Viareggio era un po’ come la sua seconda casa: qui trascorreva le serate insieme agli amici, qui alcuni amori, qui il mare. Quella di sabato sera è una delle tante passate in Versilia. La giornata l’ha trascorsa al lavoro, in farmacia. Sul suo profilo Facebook posta proprio sabato una foto di se stesso con la mascherina per il suo “sabato alternativo”. Una volta uscito dal lavoro si sente per messaggio vocale con il gruppo di amici di sempre, tante amiche lo vogliono salutare quella sera: il programma prevede una serata sangria, apericena al bagno Adele di Viareggio in Passeggiata. Ma Simone non va all’appuntamento, preferisce mangiare a casa. Così raggiunge tutti dopo con il suo scooterone con il quale si muoveva sempre d’estate. Il tempo di un bicchiere e un caffè e risale in sella. Destinazione: il bar MelaBevo dove incontra un’altra amica. A mezzanotte si congeda: «È tardi e domani vorrei andare al mare». Riparte lungo l’Aurelia. Ma dopo pochi metri il fatale scontro dove perde la vita. —
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