Il Tirreno

Versilia

Quella notte magica a Berlino nel libro-diario di quattro amici

Simone Pierotti
Quella notte magica a Berlino nel libro-diario di quattro amici

Il viaggio-avventura per la finale dei Mondiali diventa un volume. Giovedì la presentazione a Levigliani

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Stazzema

Erano quattro amici non proprio al bar, ché il periodo era quello del pieno lockdown, ma la citazione del brano di Gino Paoli calza comunque a pennello. Perché magari non volevano cambiare il mondo, ma finanziare il fondo istituito dalla Protezione Civile per i famigliari di medici e infermieri caduti in prima linea contro il Covid-19 sì. E fu così che durante la quarantena quattro fucecchiesi - Luca Botrini, Maicol Mannini, Manolo Mirabile e Alessio Tafi - hanno concepito l'idea di dare alle stampe Chiudete le valigie, andiamo a Berlino: diario di un’impresa mondiale, che racconta della loro presenza all'Olympiastadion per la finalissima dei Mondiali del 2006 vinta dall'Italia di Marcello Lippi - toh, un viareggino - contro la Francia. Per la scrittura si sono rivolti a Marco Sabia, collaboratore del nostro giornale. E giovedì lo presentano all'Osteria Levigliani, lungo la strada per Arni.

I quattro amici, nati tutti nel 1982 - un evidente segno del destino, dato che prima del "cielo azzurro sopra Berlino" l'ultimo trionfo della Nazionale italiana risaliva proprio a quell'anno... -, si erano, questa volta sì, ritrovati al bar davanti a un immancabile copia della "Gazzetta dello Sport" con la notizia che la Figc metteva in palio dei biglietti delle partite del mondiale, tra cui quelli della finale. Detto, fatto: da Fucecchio, a bordo del camper Sharky, partono verso la capitale tedesca. Un viaggio tutt'altro che tranquillo come si può evincere dalle pagine di questo libro-diario pubblicato dalla Carmignani Editrice di Staffoli. Poi l'emozione dell'ingresso all'Olympiastadion, il vantaggio francese di Zidane, il pareggio di Materazzi, i due che diventano protagonisti di uno degli episodi più famosi e controversi della storia dei Mondiali, l'ansia dei rigori fino all'ultimo tiro, quello decisivo, di Fabio Grosso. Un'emozione che difficilmente ricapiterà. Meglio, allora, metterla per scritto e consegnarla all'immortalità. Con un nobile intento: «Durante il periodo del lockdown, ascoltando la canzone "Notti magiche" dei Mondiali del 1990, mi è venuto un flash e mi sono detto: ma perché non mettiamo nero su bianco la nostra avventura vissuta nel 2006? - ha raccontato Luca - ho chiamato Manolo, spiegandogli che volevo scrivere un libro. All’inizio poteva sembrare un gioco, invece abbiamo sfruttato la quarantena obbligatoria per fare qualcosa che potesse rimanere, invece di passare quelle settimane di riposo forzato senza concludere niente. E nel farlo abbiamo deciso di impiegare questo tempo “libero” per dare anche una mano a chi stava combattendo in prima linea mentre noi dovevamo soltanto limitarci a rimanere a casa senza correre rischi inutili».

Proprio così: con l’acquisto del libro, infatti, si contribuisce al fondo istituito dalla Protezione civile a favore dei familiari degli operatori sanitari deceduti nell’esercizio del loro dovere combattendo il Coronavirus. Finora sono stati già donati mille euro, ma, complice la seconda ristampa del libro, la cifra è (fortunatamente) destinata a crescere. —

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