Il Parco: «La Lisca diventi la porta Apuana di Viareggio»
viareggio
Siamo al confine con la Lisca. l’area del Parco naturale più a monte nell’intero perimetro dei confini del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli che comprende - appunto - anche il lago caro a Giacomo Puccini. Un’area che ha visto due impianti di rifiuti (Morina, ancora in attività, ed ex discarica Carbonaie che ancora inquina la falda acquifera), una discarica ancora da bonificare in un ampio terreno privato ad un passo dalle Carbonaie, e che vede in attività una fabbrica di vernici ed altre attività produttive, oltre ad un degrado generalizzato. Il prossimo Piano integrato del Parco dovrà - e si spera che così sia - ridisegnarne il volto. «Per Viareggio la Lisca è da sempre il retro della città», sono le parole del presidente del Parco, Giovanni Maffei Cardellini: «L’obiettivo adesso deve diventare quello di fare della Lisca la facciata Apuana di Viareggio». Anche perché, sottolinea il presidente del Parco, «si tratta davvero di un ambiente unico. Non a caso Mario Tobino scriveva “O Viareggio più bella dell'Oriente (...)”: appena si entra nel perimetro della lisca si ha come la sensazione di trovarsi in Indocina».
La tempistica per arrivare all’approvazione del Piano integrato del Parco, che spetta al consiglio regionale, ha un po’ rallentato a causa del Covid «e della impossibilità di avere il pieno processo partecipativo necessario», sottolinea Cardellini. Ma l’obiettivo è sempre lo stesso: «Arrivare all’approvazione ed alla adozione del Piano entro il 2021».
Nelle scorse settimane il Comune di Viareggio ha fatto arrivare al Parco il proprio contributo. Nel quale, proprio a proposito della Lisca . si legge: «Relativamente al recupero delle attività tradizionali una volta presenti sul territorio e dei relativi manufatti, si richiede la possibilità di individuare appositi ambiti e manufatti, anche di nuova destinazione e costruzione, da destinare ad attività socio culturali e sportive compatibili con l’ambiente. Con con la possibilità di utilizzo delle volumetrie residue complessivamente distribuite sul territorio del Parco ricadente in ambito comunale».
Va ricordato -per quanto riguarda la zona - che vige lo stop ad oggi attività che abbia effetti sulla falda acquifera, come stabilito nel 2008 dalla Autorità di bacino del Serchio. Una condizione dalla quale niente che veda la luce alla Lisca può sfuggire.
L’idea complessiva è quella di restituire la zona ad un utilizzo naturalistico, ricreativo e turistico. Ma era l’intento anche dell’intervento di bonifica della ex discarica delle Carbonaie, per il cui recupero la Regione Toscana ha speso oltre 6 milioni, arredi compresi che oggi - a distanza di pochi anni -sono distrutti ed inutilizzabili. Davvero il modo peggiore per impiegare il denaro della collettività. —
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