Il Tirreno

Versilia

LA PROTESTA 

«Vogliamo chiarezza sul depuratore del Pollino»

Luca Basile
«Vogliamo chiarezza sul depuratore del Pollino»

L’associazione per la tutela ambientale della Versilia presenterà un esposto alla procura della repubblica

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PIETRASANTA

«È tempo di fare chiarezza sul depuratore del Pollino». E per ottenere chiarezza l’Associazione per la tutela ambientale della Versilia non si limita a commissionare ad una società di esperti – “Terra” di Marco Stevanin – una perizia giurata – già formalizzata – sulla situazione dell’impianto, oggetto di verifica da parte della Regione, ma presenterà nei prossimi giorni un esposto alla Procura per saperne di più su due pozzi di prelievo «che non ci risultano censiti» fa sapere il presidente Daniela Bertolucci supportata nell’azione giudiziaria dagli avvocati Gabriele Dalle Luche e Luca Nannizzi.

Ma è quanto emerge dalle perizia di Stevanin – referente per la regione Veneto della commissione tecnica ambiente – ad innescare non pochi punti di domanda. Perché «la nostra perizia, sotto alcuni aspetti, ricalca quanto già scritto da Arpat a margine delle valutazioni sul depuratore. Ad esempio che uno dei tre scarichi risulterebbe non autorizzato e, nonostante questo, è attivo e quindi utilizzato. E parliamo dello scarico principale. Poi c’è appunto un terzo scarico che potremmo definire fantasma su cui poco o niente sappiamo. Ma gli aspetti da chiarire – aggiunge Stevanin – sono anche altri: ad esempio quello relativo ai pozzi di prelievo non autorizzati, sempre secondo le nostre ricerche, dal 2007. Il fatto è che stiamo parlando di un gestore, Gaia, che è una società pubblica che vede come soci 43 comuni e quindi, sulla questione, urgono massima trasparenza e risposte».

Che il Pollino, e non solo per quanto riguarda il depuratore, sia il crocevia di disagi e problematiche di natura ambientale, non lo scopriamo certamente oggi: ad accentuare però la forte irritazione della comunità è appunto il fatto «che il depuratore – sottolinea Bertolucci – è senza autorizzazione dal 2011 e sta lavorando in deroga dal 2018 con Gaia che ha presentato, alla Regione, la richiesta di valutazione di impatto ambientale dell’impianto di via Pontenuovo. con grave ritardo. In poche parole l’autorizzazione alla scarico di acque reflue del depuratore è scaduta nove anni fa. E da allora si va avanti con una procedura che a nostro avviso non tutela i cittadini. Ecco perché vogliamo chiarezza sullo stato dell’impianto, sulle autorizzazioni relativi agli scarichi, sui pozzi, sui cattivi odori, sulle portate dell’acqua, sulla rete idrica, sui divieti di utilizzo che si accumulano per quanto riguarda i pozzi privati di zona. Tutto questo ci sembra assurdo. A noi non interessa fare politica, ma avere risposte. Quelle risposte - è la conclusione - che giustamente pretendono cittadini e categorie, ma che nessuno, ad oggi, ha saputo dare». —



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