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Elezioni regionali, tra i nomi Pd c’è anche il direttore d'orchestra Veronesi

Matteo Tuccini
Elezioni regionali, tra i nomi Pd c’è anche il direttore d'orchestra Veronesi

SI delinea il quadro delle candidature in vista del voto del 20 settembre. "La Versilia può farcela"

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VIAREGGIO. Ce la farà il Pd a riportare un proprio rappresentante versiliese in consiglio regionale? È questa la domanda vera, a cui al momento non può esserci risposta definitiva, dopo l’ufficializzazione dei candidati dem al consiglio. Nomi che erano ormai noti da settimane.

Nel collegio provinciale di Lucca il Pd schiererà la Versilia al centro della lista, posizione ritenuta non ottimale per catturare l’interesse dell’elettore. Di solito, si dice, sono il primo (al massimo anche il secondo) e l’ultimo nome a fare da calamita per la matita che deve mettere la crocetta dell’eventuale preferenza. La Versilia compare al terzo posto, con l’avvocatessa pietrasantina Claudia Dinelli, il volto nuovo. Seguono l’assessore di Camaiore Simone Leo e l’ex presidentessa della Fondazione Pucciniano Adalgisa Mazza. In continuità con il Festival ecco l’ex direttore Alberto Veronesi, una candidatura considerata a metà strada tra Lucca e Versilia per i trascorsi familiari e professionali.

Dinelli, Leo, Mazza e Veronesi, quindi, sono tra il terzo e il sesto posto: la loro battaglia sarà sulle preferenze, che possono essere due ma devono essere diversificate per genere (una va a una donna e l’altra a un uomo).

Le posizioni forti, come detto, sono occupati da nomi lucchesi: la sorella dell’ex sindaco di Lucca Francesca Fazzi è prima in lista, Pierluigi Consorti è secondo (entrambi sono considerati di area zingarettiana); settima l’assessore di Lucca Valentina Mercanti. L’ultima posizione è stata assegnata al segretario provinciale Mario Puppa, che ovviamente si porta dietro il sostegno dei maggiorenti del partito. Resta fuori Marco Remaschi, ed è l’esclusione che fa più discutere. Perché è assessore regionale e perché da sempre è considerato un peso massimo della politica lucchese.

Messe così le truppe, la possibilità che qualcuno dei candidati versiliesi possa superare il Quiesa e arrivare a Firenze è limitata. Non così la pensa Ettore Neri, uno dei big del partito: «Abbiamo maggiori possibilità rispetto a cinque anni fa di essere eletti in consiglio regionale – dice Neri – Non ci saranno battaglie fratricide, il quadro è chiaro. E io non credo che primo, secondo o ultimo in lista facciano la differenza: è l’elettore che decide sulle preferenze».

Lo scetticismo, però, regna sovrano. Anche tra gli stessi dem.

Si teme di rimanere schiacciati ancora una volta dai big di Lucca, che possono contare sull’influenza del senatore Andrea Marcucci. In tema di preferenze la Versilia, se non viaggia unita, non può competere con il resto della provincia, anche per un puro e semplice conto delle teste come si diceva una volta.

Ma oggi parlare di unità, in un territorio da sempre diviso tra vari campanili e con l’ultima bomba sganciata sul Pd di Viareggio, commissariato per trovare l’accordo con il sindaco Giorgio Del Ghingaro, è pura utopia. —

m.t.
 

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