Il Tirreno

Versilia

Non piace al Forte la fusione tra Ersu e Sea Ambiente

Angelo Petri

Il Comune: non è ancora chiaro che cosa ci aspetta in termini di costo e servizio 

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IL DIBATTITO

«La fusione tra Ersu e Sea Ambiente è come la fede: c’è oppure no». Lo sostiene il Gruppo d’Opinione via Versilia: «È difficile, infatti, capire cosa succederà esattamente e quali saranno le ricadute pratiche sul territorio in generale, e sul nostro paese, in particolare. L’amministrazione di Forte teme ripercussioni negative sulla gestione e sulla qualità del servizio considerando che la nuova società dovrà occuparsi della raccolta dei rifiuti di otto comuni (compreso Montignoso) - e su questi punti sarebbe opportuno che il Pd della Versilia si facesse sentire, considerando che i sindaci di Seravezza, Camaiore e Stazzema, oltre ai capigruppo consiliari Pd di Forte, Massarosa, Viareggio, Pietrasanta, hanno espresso parere favorevole sulla fusione. E, soprattutto, dicesse, il Pd della Versilia, - conclude il Gruppo d’Opinione - cosa ne pensa della possibile acquisizione dell’impianto di Pioppogatto, di proprietà del Consorzio Ambiente Versilia da parte di RetiAmbiente».

Intanto più passano i giorni e più Forte dei Marmi diviene critico sul processo di riorganizzazione del servizio rifiuti in capo a RetiAmbiente. Il pericolo di contare poco o niente lasciando il sistema delle isole ecologiche a se stesso e insistere solo sul porta a porta non piacciono, ai piani alti dell’amministrazione di Bruno Murzi. «Veniamo dall’assemblea di RetiAmbiente con preoccupazione» hanno dichiarato Enrico Ghiselli e Andrea Mazzoni, assessori all'ecologia e alle partecipate. Tanti, troppi, i dubbi per la Versilia: «Gli aspetti che preoccupano sono molti – hanno continuato i due assessori - dalla fusione tra Ersu e Sea Ambiente che non è condivisa, a differenza di quanto dichiarato dal presidente dell’assemblea, da alcuni sindaci, in particolare quelli di Pietrasanta, Forte e Massarosa, fino a tutte le incognite che nascono pensando a una gestione accentrata su un Cda rappresentativo di un area vastissima che avrà anche la facoltà di scegliere gli amministratori delle singole società partecipate».

Tante perplessità anche sul piano operativo: «Come verrà gestito l’impianto di Pioppogatto? Il presidente di RetiAmbiente - hanno proseguito i due - ha già inserito nel piano industriale investimenti importanti nell’impianto, presupponendo una sua acquisizione, senza tener da conto che la proprietà è ancora del Cav. In sostanza la direzione è calata dall’alto, come nella scelta del nuovo amministratore di Ersu, e parlando di acquisizione di impianti proprietà Cav. I rischi di non avere più peso nella gestione strategica del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti sono troppo elevati per poter approvare un piano industriale che, peraltro, non lascia spazio a isole ecologiche ma insiste sulla linea esclusiva del porta a porta e pare portare a un progressivo incremento delle tariffe Tari. In sintesi il rischio è il solito: scelte politiche dettate dall’alto che non tengono conto della reale esigenza di risparmio e di un servizio adeguato. Il sistema di raccolta, gestito da Ersu, seppur perfezionabile, funziona. Ciò che ci aspetta dopo la sciagurata decisione di anni fa di conferire la partecipazione Ersu in RetiAmbiente non è ancora chiaro in termini di costo e servizio». —

Angelo Petri

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