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Il Covid abbassa i prezzi degli hotel ma è un’estate migliore del previsto

Matteo Tuccini
Maria Bracciotti, Pietro Guardi, Sandra Lupori, Michele Montemagni, Cristina Vascellari e Francesco Verona
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Maria Bracciotti, Pietro Guardi, Sandra Lupori, Michele Montemagni, Cristina Vascellari e Francesco Verona

Luglio promosso con riserva, previsioni ottime per agosto nei bagni e negli alberghi: «Però camere vendute al -30%»

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Massimiliano Allegri non va più di moda, parlando di scudetto. Ma il suo mitico «Fiuuuu...», a significare il pericolo scampato, calza a pennello a una Versilia che questa estate se la immaginava peggiore.

Le auto in coda e i turisti in spiaggia, a passeggio o nei ristoranti: il panorama di queste ultime settimane dice tanto. Se paragonato alla crisi epocale che stanno vivendo capitali del turismo come Firenze, è già molto. Intendiamoci, l’effetto Covid c’è e ci sarà ancora, quando si faranno i conti a fine stagione. «Stiamo andando meglio del previsto – ammette Maria Bracciotti, albergatrice di Lido di Camaiore e presidente di Federalberghi Versilia – Però è presto per fare i bilanci. Le prenotazioni sono last minute, le spese aumentano per forniture e protocolli anti-contagio. E le tasse sono state solo rinviate: prima o poi andranno saldate». Ma l’effetto più evidente del coronavirus, a detta degli albergatori, è sui prezzi di vendita delle camere. Soprattutto durante la settimana. «In questo periodo – dice Sandra Lupori, titolare dell’hotel Lupori e presidente degli albergatori di Viareggio – le tariffe sono scese anche del 25-30%. Nei weekend non è così, ma non siamo comunque ai soliti prezzi di luglio». Il mese che sta per finire viene promosso con riserva: «La sufficienza, stiracchiata, ci sta – dice Lupori – Su agosto confermiamo quanto detto in precedenza: previsioni buone, in particolare sulle settimane centrali dal 7 al 23. I clienti prenotano per soggiorni più lunghi della media: quest’estate la loro mèta di vacanza siamo noi. A differenza del passato, niente viaggio all’estero». A cui si rinuncia per timore del virus, ma anche per sfruttare il bonus vacanze che premia le ferie nel nostro Paese.

Il taglio del 30% sul prezzo delle camere è avvenuto anche in un hotel di lusso come il Principe di Forte dei Marmi, che lavora con un tipo di clientela molto specifica: stranieri con disponibilità economiche importanti. «Le presenze da oltre confine si sono ridotte – dice Cristina Vascellari, general manager del Principe – anche se stiamo cominciando a rivedere tedeschi, olandesi e qualche inglese. Per noi è l’occasione di ampliare il bacino di clienti, rivolgendoci al mercato interno, soprattutto Lombardia. Stiamo lavorando al 50% rispetto al solito; il calo del fatturato c’è, tenuto anche conto della riduzione delle tariffe che abbiamo dovuto praticare. Oltre alla politica di massima sicurezza sui protocolli anti-Covid che applichiamo. E che ci comporta un ricambio più lento nelle camere, per via di una rigidissima sanificazione. Al netto di tutto questo, non ci possiamo lamentare. Né noi, né una Forte dei Marmi che sta tenendo». A tenere, eccome, sono anche i bagni. Francesco Verona, presidente dei balneari di Marina di Pietrasanta e titolare del bagno King, parla di tutto esaurito in gran parte degli stabilimenti di Marina. «Abbiamo molte richieste per agosto – spiega Verona – toscani che non vanno all’estero, ma anche qualche straniero. Gente che prenota l’ombrellone per una settimana o dieci giorni». A Viareggio Pietro Guardi, presidente dell’Associazione balneari e titolare del bagno Lelia, ribadisce il proprio ottimismo «soprattutto se le aziende che sono riuscite a ripartire dopo il Covid daranno le ferie ai dipendenti». A una prima occhiata, pare di sì.

Toni decisamente diversi tra le aiuole dei campeggi, ad oggi le più deserte. «In questo momento il giro d’affari è del 30% rispetto al solito – spiega Michele Montemagni, titolare del camping Bosco Verde a Torre del Lago e presidente regionale di Assocamping Confesercenti – Per agosto c’è più movimento, ma qui c’è da ripensare tutto il sistema. Non dobbiamo guardare a Firenze, che ha sempre puntato su un altro tipo di turismo: noi dobbiamo tornare tra le località di riferimento a livello nazionale e internazionale». —
 

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