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«La pineta di Ponente sia un vero parco»

«La pineta di Ponente sia un vero parco»

La voce degli anziani che la frequentano ogni giorno: alberi da ripiantare, servizi igienici, stop al traffico auto

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viareggio

L’anagrafe e le convenzioni li definiscono anziani, ma Carlo Bargellini, Enrico Armini e Mario Lucchesi, hanno voci forti e menti brillanti da far invidia a tanti “giovanotti”. Dal loro ritrovarsi in pineta di Ponente è nato un documento dal titolo “Per una Viareggio vivibile, a partire dal verde”. Perché la pineta di Ponente -così racconta Bargellini - «ha bisogno di veder piantare, piantare, piantare, senza che siano lasciati in giro i ceppi come accade oggi, eliminando i “tappeti” di foglie secche, che sono un accumulo di sporcizia e segno di incuria». Servono, inoltre, «un maggior numero di panchine e servizi igienici pubblici, a pagamento ma che funzionino, con personale predisposto per ricezione, mantenimento e pulizia». Cosa mai accaduta per quelli presenti, ormai inutilizzabili.

A gran voce Bargellini, Armini e Lucchesi chiedono che la pineta di Ponente sia trattato - da chiunque amministri Viareggio - «sia trattata come vero e proprio parco cittadino. Dotato di accesso regolamentato alle auto che oggi invadono per lungo e largo l’intera pineta. Dove sembra che ormai vi sia un pass per chiunque».

Interventi - continuano i tre frequentatori della pineta, parte di un gruppo di anziani che si ritrova ogni giorno nella zona dei “Cavallini” - «che chiunque sia eletto può realizzare appena si insedia, perché per la maggior parte hanno costi davvero irrisori».

Tra le questioni che riguardano l’insieme dell’accessibilità alla pineta di Ponente, anche quella -ormai annosa - dell’incrocio pericolosissimo tra la via Vespucci e la pista ciclabile, all’altezza di Villa Argentina: «Così non funziona e va ridisegnata», è l’appello - forte - di Bargellini, Armini e Lucchesi - «per renderla funzionale e non pericolosa come invece è adesso». Con l’attraversamento pedonale in piena curva su una strada a doppio senso, la cui visibilità è ostruita per chi proviene dalla via Fratti, in direzione mare.

Ma anche «tutti gli incroci tra le strade direzione mare/monti/mare all’incrocio con via Fratti (pedonale/ciclabile) e via Battisti (pedonale), sono fonte di pericolo in quanto chi le percorre in auto o moto non sempre si rende conto dell’attraversamento di pedoni e cicli. Occorre rendere più concreti i segni che si attraversa una zona pedonale».

Sguardo lucido e attento, di chi conosce bene la città, con Lucchesi - da sempre impegnato alla Migliarina - che ricorda: «La periferia è un disastro. Alla Migliarina per percorrere le strade in sicurezza servirebbe il cingolato, la pulizia è quella che è e la sorveglianza pure. Ci sentiamo abbandonati ed isolati». —

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