Il presidio
Biciclette rubate in spiaggia un fenomeno che non si ferma
Oltre cento quelle ritrovate e custodite nel deposito della polizia municipale Vengono portate via anche se legate col lucchetto e in luoghi che non sono isolati
Viareggio. C’è a chi l’hanno rubata mentre era a fare colazione in spiaggia alla Lecciona, e a chi serenamente l’aveva parcheggiata in uno stabilimento balneare in Darsena. C’è anche un caso segnalato recente, di furto di bicicletta, in un bagno in Passeggiata, e pure in un condominio di un’abitazione al Campo di Aviazione (è successo a Irene Schipani). Tutti avvenuti in un arco temporale breve. Anche quest’estate Viareggio, o meglio i suoi turisti e residenti che amano la mobilità sostenibile, stanno facendo i conti con questo maledetto fenomeno. E che si tratta di una questione sistematica, e non sporadica, lo conferma anche l’assessore alla libertà urbana e polizia municipale Maurizio Manzo. «Dicessi che il fenomeno non esiste anche quest’estate direi una bugia - commenta -. I dati non attestano un incremento rispetto agli anni precedenti. Ma va detto che se non arrivano denunce non si potrà mai sapere. La gente sbaglia, deve sporgere denuncia».
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A confermare però che la due ruote è un oggetto che si scippa con facilità – dal ladro di professione che poi la rivende, a chi approfitta per fare un tragitto e poi la abbandona – ci sono i numeri del magazzino depositi della polizia municipale di Viareggio. Dopo la cernita fatta nel 2017, al momento nel deposito ci sono circa 100 bici ritrovate dagli agenti: sono lì perché non è stato possibile ricondurle al proprietario. «Poi ci sono altre che vengono subito rottamate – prosegue l’assessore Manzo – perché magari mancano alcuni pezzi. Mentre altre di volta in volta le regaliamo ad alcune associazioni di volontariato». Anche ai carabinieri arrivano pochissime denunce: solo 38 da inizio anno a giugno (considerando anche il lockdown). E infatti anche le forze dell’ordine – attraverso Il Tirreno – fanno appello perché le vittime di furti sporgano denuncia contro ignoti.
Fra gli ultimi casi, conosciuti anche perché i proprietari hanno scritto la loro storia su Facebook, c’è quella di una bambina di 9 anni. Era andata con gli amichetti a fare colazione sulla spiaggia alla Lecciona. Erano accompagnati da una mamma, Simona Gemignani. Al ritorno però la bicicletta era sparita: era un regalo dei genitori per la promozione dalla seconda alla terza elementare. Una mountain bike da 500 euro, strappata dalla staccionata della Lecciona alle 9 di mattina di una decina di giorni fa. «Se il Comune vuole incentivare una politica green – dice Gemignani –, su cui sono pienamente d’accordo, non deve permettere che ci rubino le biciclette sotto gli occhi. Era di una bambina di nove anni, c’è rimasta malissimo e io quanto lei. Era un regalo di promozione. I cittadini non devono rassegnarsi a questa situazione: ma il Comune non può mettere qualche agente in borghese a controllare le zone più sensibili? ». No, non può: lo ha spiegato l’assessore Manzo. A quel tipo di attività già pensano, quando possono, le forze dell’ordine. Intanto un altro caso è quello successo a Michela Levi. Aveva lasciato la bici ad un bagno in Darena, legata insieme alla bici del figlio, ma «quando sono tornata non c’era più: avevano spaccato il lucchetto. E ho fatto denuncia. Era vecchia, aveva 9 anni e il carter rotto, non era così perfetta. Ma forse essendo una Bianchi ha fatto gola. Sono tornata a casa a piedi. Ora ho una bici elettrica ma non la userò, ho paura che me la possano rubare». —
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