Il Tirreno

Versilia

regole d’estate 

Tante reazioni di consenso all’appello anti-movida lanciato dal presidente degli albergatori

A.P.

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI

L’appello del presidente degli albergatori fortemarmini contro gli effetti della movida sull’ospitalità alberghiera non poteva lasciare indifferenti. «Non si può non condividere l'accorato appello di Paolo Corchia, presidente dell'Associazione Albergatori, riguardo la movida - spiega Vasco Franceschi ex assessore al turismo e maître à penser dell’amministrazione Murzi - che non sia un problema facile da risolvere lo dimostra la storia turistica del paese. Bisogna però che ci si metta mano una volta per tutte, specie in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando. L'amministrazione comunale, sicuramente, non si tira indietro per quanto di sua competenza, ma deve vedere di fare di più. La palla, a mio avviso, passa nelle mani delle forze dell'ordine, e in primis del Prefetto, nonché al nuovo Questore, che il primo agosto si insedia a Lucca. E anche il privato ci deve mettere del suo. E questo non tanto economicamente, quanto in termini di gestione. Il lasciar fare gli avventori, girandosi di là, è inaccettabile, - continua l’ex assessore - così com’è inaccettabile la musica a palla che, oltretutto rincoglionisce tutti. Tanti anni fa, il Prefetto di allora, mise dei militari alla stazione del comune viareggino e la situazione migliorò subitissimo. Oggi non siamo in quella situazione, ma si pone allo stesso modo un problema di sicurezza civile e sanitaria. Sì perché quanto avviene fuori dei locali oggi non è solo un problema di circolazione e viabilità, ma anche di tutela sanitaria».

Movida? E se si riprendessero i provvedimenti dell’amministrazione Cardini che in pratica fece di tutto il territorio, durante la notte, un’unica Ztl? A proporlo è Vivaldo Tonini, del Gruppo di opinione di via Versilia: «Corchia reclama coraggio per affrontare i rumori notturni nella zona di Roma Imperiale e noi gli siamo nel cuore perché il coraggio non mancò di certo all’Amministrazione di Vittorio Cardini, negli ultimi due anni di mandato (1996 e 1997) con il programma di chiusura notturna del paese tra le ore 1 e le 6. Il provvedimento lasciava accessibili le direttrici in ingresso e uscita e strade in percorribilità fino ai parcheggi, ma tendeva a limitare il flusso di vetture verso le aree residenziali. Ci furono difficoltà operative quali il rilascio di pass di accesso; e qualche polemica. Ma fu un punto di partenza importante, che avrebbe potuto essere sviluppato nel futuro ma il progetto fu abbandonato da chi governò il paese dopo Cardini. Crediamo che si potrebbe riproporre con aggiustamenti». — A.P.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana