Il presidio
Forza Italia attacca la giunta Del Dotto «Debito insanabile»
camaiore
«Questa amministrazione rischia di lasciare in eredità a Camaiore un buco insanabile». Parole dure quelle del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Marcello Mancini, rivolte alla giunta guidada dal sindaco Alessandro Del Dotto e alla politica attuata per la gestione dei rifiuti sul territorio comunale. «Nei giorni scorsi - prosegue Mancini - è stato notificato al Comune di Camaiore l’ennesimo decreto ingiuntivo da parte di Sea, per l’importo complessivo di 553.151,93 euro. Si tratta del dodicesimo decreto ingiuntivo ricevuto dal Comune in un anno e mezzo, in conseguenza della “guerra dei rifiuti” alla società creditrice che vanta, ad oggi, un credito di circa 2 milioni di euro, ai quali va aggiunta la richiesta di ulteriori 4 milioni di euro per la causa civile già pendente per la risoluzione unilaterale del contratto ed il conseguente affidamento diretto del servizio a Ersu. La posizione relativa alla spregiudicata linea di questa amministrazione sul tema dei rifiuti è ulteriormente aggravata - spiega Mancini - dalla pendenza con il Cav, il quale vanta nei confronti di Camaiore ben 2 milioni e 300mila euro. Conti alla mano stiamo parlando quindi di richieste per una cifra complessiva di 8 milioni e 300mila euro che trovano copertura nel bilancio comunale solo per 1 milione e 700mila euro. Qualora le ragioni dei creditori dovessero trovare accoglimento questa amministrazione lascerà in eredità una situazione simile a quella creatasi nel vicino Comune di Massarosa, amministrato dalla sinistra negli ultimi dieci anni».
La critica che arriva da Forza Italia è però fortemente politica. «L’unica preoccupazione della giunta Del Dotto - dichiara il capogruppo forzista - è quella di richiedere la fusione tra Sea ed Ersu al solo fine di distribuire poltrone tutte all’interno del Partito Democratico. Su questo punto - conclude Mancini - non possiamo pertanto che condividere e fare nostre le posizioni assunte dai sindaci di Forte dei Marmi, Pietrasanta e Massarosa circa la contrarietà a tale operazione, proprio in considerazione delle reali motivazioni che gli stanno dietro». —
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