Il presidio
Bimbo disabile escluso dal Centro estivo
Per il Comune di Pietrasanta il piccolo è regolarmente iscritto: «Ma la Asl deve inviare il personale a lui dedicato»
pietrasanta
Lui ed il suo papà davanti al cancello del Centro estivo comunale che per loro rimane chiuso. È la sintesi della vicenda che vende coinvolto un bambino con disabilità, il cui padre - ieri mattina - ha deciso di affidare al Tirreno tutta la propria protesta, in difesa dei diritti dei figlio. Un bambino già noto all’ufficio pubblica istruzione del Comune di Pietrasanta, in quanto frequentante la scuola comunale, che i genitori hanno iscritto ai Centri estivi dello stesso Comune. «Tutto è andato liscio, sulla carta», racconta il padre: «Mio figlio ha iniziato a frequentare la struttura, ma quasi subito ci è stato detto che c’era un problema di documentazione che la Asl avrebbe dovuto inviare. Sono stato anche sollecitato ad affiancare il mio bambino con un insegnante che avrei dovuto procurarmi e pagare».
Ieri mattina l’uomo - non accettando la discriminazione evidente creatasi nei confronti del proprio figlio - ha portato nuovamente il bambino al Centro estivo. Nel corso della mattinata, però - racconta - «ho ricevuto una telefonata dalla funzionaria dell’ufficio comunale che mi ha intimato di non portare più il bambino al Centro estivo».
Il Tirreno, nel prendersi a cuore la vicenda, ha interpellato l’assessore Francesca Bresciani (Pubblica istruzione) per capire cosa fosse accaduto e, soprattutto, se si possa immaginare una soluzione rapida della vicenda. Quello che emerge dalle parole dell’assessore è che il Centro estivo «non ha ancora l’operatore Asl che segua, nel rapporto uno ad uno, il bambino che come certificazione è seguito dalla Azienda sanitaria locale». Operatore senza il quale «il bambino non si può presentare tutte le mattine al Centro estivo».
Bresciani aggiunge: «Sono nei panni dei genitori. Abbiamo altri casi di bambini disabili ai Centri estivi che quest’anno abbiamo potenziato ed Oreste Cardinale, che è il nostro interlocutore per la Asl, con i nostri uffici sta lavorando per gestire tutti i casi».
Tranne quello del piccolino il cui padre ha deciso di far sentire la voce attraverso le pagine del Tirreno. Accettato sulla carta al Centro estivo, ma lasciato al cancello nella realtà. «Per noi il bambino è iscritto», precisa l’assessore, «ma è la Asl che deve lettere il bambino nelle condizioni di frequentare».
Abbiamo girato il quesito al direttore della Zona Distretto Versilia della Asl Toscana Nord Ovest, Alessandro Campani, il quale ha assicurato che avrebbe verificato l’accaduto. A ieri sera la Asl faceva sapere di star ancora «verificando il caso», che però «non risulterebbe di competenza della Azienda sanitaria».
Il problema rimane uno solo: questa mattina il piccolino sarà con i suoi amichetti al Centro estivo, oppure no? La burocrazia sa quanto male può fare ad un bambino che percepisce solo l’esclusione? Ammesso e non concesso che ci sia di che ragionare, mediare in una situazione di questo tipo. Nella quale i protagonisti istituzionali dovrebbero essere animati solo di umanità e senso di giustizia. —
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