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Versilia

la mostra

Nella pietra di Andrea Chisesi il vate D’Annunzio ritrova il genio Michelangelo

Luca Basile
Nella pietra di Andrea Chisesi il vate D’Annunzio ritrova il genio Michelangelo

Nella Villa della Versiliana a Marina di Pietrasanta fino al 23 agosto la mostra «Omaggio al Parente». Fra i pini del Parco e i marmi delle Apuane aleggia lo spirito dei due artisti 

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Luca Basile

Dall'alchimia perfetta della cava delle Cervaiole alla pineta inchiostrata di poesia eterna evocata ad un soffio di brezza dal mare il legame fra Michelangelo Buonarroti e Gabriele D'Annunzio viene idealmente rappresentato da Pietre della Memoria. Omaggio al Parente, la mostra di Andrea Chisesi, al via da oggi - vernissage ore 18.30 - nella Villa della Versiliana di Marina di Pietrasanta.

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Un viaggio artistico, quello di Chisesi, fortemente voluto da Comune e Fondazione Versiliana, caratterizzato da 41 dipinti inediti su tela e 70 opere su carta che in un percorso tra mito e bellezza, occuperanno le ampie sale della Villa più una dove saranno proiettati sei filmati dedicati all’opera dello stesso artista romano di nascita e poi milanese d’adozione, ma che ormai risiede stabilmente a Siracusa. « In realtà la mostra, proprio partendo dal suo titolo, evidenzia il profondo legame che D'Annunzio nutriva per Michelangelo tanto da considerarlo un suo antenato, 'il parente' appunto. La collezione - precisa Chisesi - è ispirata ai versi del Vate, uno in particolare che parla della capacità di penetrare negli oggetti e di transumarsi in esso».

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Mostra, quella nel cuore pulsante e verde della Versiliana, che segna l’esordio in Toscana di Chisesi e i suoi monocromi, spinti dalla chiara rievocazione dannunziana, risultano ispirati alla natura e ai suoi elementi, primo tra questi l’acqua e la luce. «Che effetto mi fa esporre in questi luoghi e ancora a due passi dall'Altissimo? Ho vissuto questi ambienti - dice - attraverso la mia mente, immaginando le corse a cavallo del Vate per poi visitare diverse aziende che lavorano il marmo e apprendere la difficoltà che Michelangelo, senza l'aiuto della tecnologia, è stato chiamato ad affrontare».

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Mostra, ad ingresso libero, che sarà visitabile fino al 23 agosto. « La poetica di Chisesi - spiega Marcella Damigella, curatrice dell'esposizione in Villa - si basa sull’estensione delle connessioni temporali e del ricordo. Questa rete di relazioni lega la sensazione di un continuo presente, come il concetto di relatività elaborato da Einstein, che ritroviamo nelle tele dell’artista; in tal senso le preparazioni pittoriche possono aspettare anche 10 anni prima di trovare l’immagine giusta e per questo dipinge contemporaneamente anche più tele, aggiungendo parti o negandone altre in cerca di un equilibrio in perenne divenire».

Opere, quelle di Chisesi, che guardano al passato, ma, al tempo stesso, intrise di contemporaneità. «La grande scultura greca - prosegue l'artista -è stata reinterpretata nel corso della storia innumerevoli volte: le mie opere, che chiamo 'fusioni', sono realizzate con diversi passaggi, che strato su strato si fondono insieme donando all'immagine una nuova esistenza contemporanea. La mia poetica si basa sullo scorrere del tempo e sul deterioramento».

Chisesi che dopo la Versiliana sarà a Gardone Riviera (Brescia), nel mese di settembre, al Vittoriale degli Italiani a chiosa del «primo ciclo di opere sulle storie di eroica quotidianità del poeta». Il tutto attraverso un'affermazione che è mantra per l'artista: è nella natura che si racchiude la vera bellezza. —


 

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