Meteo
Rischio espulsioni nel Pd Del Dotto: «Bisogna parlarsi»
Ribelli fuori dal partito se sosterranno Bonaceto contro Del Ghingaro Il sindaco di Camaiore: «In politica e tra persone mature ci si confronta»
viareggio
«Chi sostiene un candidato diverso da quello del partito si mette fuori da solo». È passato un giorno dalla protesta eclatante dei ribelli del Partito democratico viareggino contro il commissario Alessandro Franchi e il segretario regionale Simona Bonafè: la pancia di chi, nel Pd, sta dalla parte dei vertici ribolle di risentimento.
«È inaccettabile una cosa del genere – si spiega – Non si può pensare di fare un blitz simile nella sede e poi rimanere nel partito, tra l’altro sostenendo un altro candidato alle elezioni comunali». Non c’è timore a usare la parola “espulsione”. «Anche perché non si è trattato di una normale espressione di dissenso – è la motivazione di chi è d’accordo con Bonafè e Franchi – ma di una specie di occupazione di un qualcosa che non è di loro proprietà. E che risponde a delle logiche precise».
Che il caso sarà affrontato anche per esaminare eventuali provvedimenti contro i ribelli, pare scontato. Il commissario Franchi non sembra preoccuparsi più di tanto per la manifestazione con cartelli di protesta e slogan: ma secondo i vertici e chi li sostiene fare una scelta di rottura come quella del sostegno a Sandro Bonaceto – che al momento non ha alcuna intenzione di ritirarsi dalla competizione elettorale – contro Giorgio Del Ghingaro che è il candidato ufficiale del Pd, significa mettersi fuori dal partito.
I no-Del Ghingaro, dal canto loro, contano sul fatto che non sarà facile metterli alla porta. Anzi, potrebbe essere controproducente per due motivi. Primo, da un punto di vista elettorale: i cittadini, assicurano, sono disorientati da questo patto con il sindaco e dal caos che ne è venuto fuori. Secondo, dal punto di vista del partito stesso. Gli ammutinati garantiscono di essere in numero sufficiente da renderne impossibile l’allontanamento collettivo, pena l’azzeramento del Pd a Viareggio. Sull’altro fronte, sembra incredibile ma è come se fossimo in battaglia, si assicura: «Sono molti meno di quello che dicono. E hanno anche meno voti di quanto promettono».
Come uscirne? Per ora parecchi, in casa Pd, si trincerano dietro un silenzio imbarazzato in risposta a questa domanda. Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore, la vede così: invece di fare i piromani, bisogna fare i pompieri. «È necessario parlarsi, in politica e tra persone mature ci si confronta».
Un tentativo di mediazione che mostra una contrarietà evidente rispetto alle possibili espulsioni, ma anche la consapevolezza che la scelta fatta dalla segreteria regionale è, per l’appunto, una scelta politica. Condivisibile o meno, Firenze ha puntato su Del Ghingaro e ha deciso che lo avrebbe fatto a qualunque costo, anche passando sopra il territorio. Cioè la sezione locale e una federazione versiliese che, al momento, tace. Causando, a sua volta, non pochi malumori. —
m.t.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
