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Coluccini non ha più la sua maggioranza «Ma non lascio la nave in tempesta»
Addio di Ghiara, il bilancio dipenderà dal grillino Merciadri Il sindaco: «Scappano dalle loro responsabilità, io no»
massarosa
La maggioranza di centrodestra a Massarosa non c’è più. Ma il sindaco Alberto Coluccini, appeso a un filo sottile come in una tela di ragno, non molla. Si paragona al capitano che non abbandona la nave in tempesta, a differenza degli altri. Tra questi c’è Lorenzo Ghiara, consigliere comunale di Forza Italia che ha annunciato il passaggio all’opposizione e il prossimo voto contrario al bilancio comunale. Bilancio che potrà passare solo con il voto favorevole di Vasco Merciadri del Movimento 5 Stelle, teoricamente all’opposizione ma che ha dato segnali di apertura. Con tutti i “se” e i “ma” di un appoggio esterno che politicamente non fa che certificare il collasso dell’amministrazione Coluccini. A poco più di un anno dal suo insediamento.
Il sindaco, dal canto suo, tira dritto. «Non è giusto scappare nel momento del bisogno – spiega Coluccini in una nota – Un politico dovrebbe assumersi le responsabilità per le quali è stato votato, anche nel rispetto del proprio mandato elettorale, e lavorare notte e giorno per cercare di risolvere i problemi del proprio Comune. Un Comune come quello di Massarosa, che fin dall’inizio del nostro mandato ha evidenziato problemi su problemi; non si può abbandonare la nave nella tempesta».
A proposito dell’addio di Ghiara, Coluccini assicura «che non mi ha mai espresso niente in merito. Si dice oggi pentito di aver votato per il dissesto. Mi spiace apprenderlo dai giornali e voglio ricordargli che il dissesto non è stata una scelta politica, bensì la presa d’atto dello stato del Comune da parte dei tecnici. Da parte mia, Ghiara ha avuto fin dall’inizio carta bianca e totale fiducia, ha sempre agito nella massima autonomia e libertà, senza controlli né imposizioni. Ho avuto con lui un incontro qualche giorno fa e mi sono messo a disposizione recependo tutte le sue proposte, mentre le lamentele le ho ascoltate e dove possibile mi sono adoperato per risolverle».
«Questo è un bilancio – continua il sindaco – dove finalmente si prende atto della situazione reale di Massarosa ed in cui c’è poco spazio per la politica, è solo un punto di partenza. Sappiamo tutti benissimo che dovrà essere modificato quanto prima, ma già da subito siamo riusciti a garantire le risorse per il piano strutturale, poiché crediamo in un reale rilancio del settore, necessario per lo sviluppo economico del nostro Comune. Siamo consapevoli della grave situazione in cui versa Massarosa: ci vuole da parte di tutti senso di responsabilità perché spetta a noi garantire un futuro al nostro Comune. Mi spiace leggere sulla stampa le esternazioni di Ghiara, ma resto a disposizione per ogni chiarimento sapendo che è la strada migliore da percorrere per Massarosa al di là delle difficoltà che dovremmo affrontare».
Che cosa succede adesso? Con il voto a favore di Merciadri il bilancio potrebbe passare. E in qualche modo l’amministrazione potrebbe provare a superare l’estate. Ma con le elezioni regionali a settembre sono in vista nuovi scossoni. Nel frattempo lascia anche Marco Pomella, che ha rassegnato le dimissioni da ufficio stampa.
«Se ci fosse un sindaco, adesso dovrebbe prendere atto che non esiste più una maggioranza – attacca Sisto Dati, uno dei quattro che sono passati all’opposizione – Quella per cui Coluccini è stato eletto non c’è più: ha 20 giorni per capire se può formare una nuova maggioranza, oppure si dimetta. Io e Mascia Garibaldi siamo stati mandati via perché abbiamo votato con la minoranza sulle sagre e adesso il sindaco vuole votare il bilancio con l’opposizione. Ha perso quattro pezzi (l’ex assessore Bertolaccini, Ghiara, Dati, Garibaldi): il sindaco ed Elisa Montemagni dovrebbero andare a casa. Se siamo a questo punto è colpa loro e di Recaldin. Io non condivido per niente la politica della Lega sul piano locale. Dovrebbero tutti cominciare a fare una riflessione: pur di restare dove sono, andranno a votare l’atto più importante del Comune cercando i voti dell’opposizione. Qui siamo al comodo personale e alle vendette, non si è pensato a costruire nulla. C’erano persone nella Lega che volevano sfiduciare Montemagni da capogruppo: non mi stupirei che nelle prossime settimane proprio altri della Lega possano lasciare la barca». —
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