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Versilia

L’ultimo saluto 

L’addio ad Alessio Pierotti in sella alle moto che amava

Gabriele Buffoni
L’addio ad Alessio Pierotti in sella alle moto che amava

Lungo corteo funebre per il 44enne di Camaiore ucciso da un malore sul Prana. Ad accompagnare la salma gli amici riders, colleghi e oltre cento persone

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CAMAIORE. Ad accompagnare Alessio Pierotti - il 44enne scomparso a causa di un malore fatale nel pomeriggio di sabato nel corso di un'escursione in mountain-bike su uno dei sentieri del monte Prana, sopra la frazione di Metato a Camaiore - è stato il rombo delle moto che tanto amava. Per lui, grande appassionato di moto di grossa cilindrata e organizzatore anche di uscite in piste attrezzate a bordo di bolidi a due ruote, l'omaggio che gli è stato tributato fino alla cappella di Villa Ciocchetti a Pietrasanta è stato dei più commoventi.

«Ce le aveva fin da ragazzino - hanno raccontato nei giorni scorsi alcuni suoi compagni d'infanzia della Versilia storica (dove ha abitato a lungo frequentando anche gli ambienti del Palio dei Micci di Querceta, come sbandieratore della contrada La Madonnina) - quando uscivamo insieme, lui era già in sella alla moto. Una passione che non ha mai mollato»

Un gruppo nutrito di motociclisti infatti (almeno una ventina) si sono accodati con le loro moto ieri al carro funebre in un lungo corteo che si è snodato dall'obitorio dell'ospedale Versilia (dove da sabato la salma era rimasta esposta) lungo tutta la via Aurelia: amici e altri appassionati conosciuti sul circuito del Mugello o in tanti altri che Alessio era solito calcare sfrecciando a tutta velocità.

Eppure loro sono stati solo una piccola parte della gran folla - oltre un centinaio di persone - che si è raccolta, stringendosi a lutto intorno alla moglie Maristella, al momento della benedizione impartita proprio negli ambienti della villa pietrasantina.

Nel corteo funebre presente anche la Gds Impianti, l'azienda di Viareggio dove Alessio Pierotti ha lavorato negli ultimi due anni come responsabile dell'ufficio acquisti e di proprietà del suo grande amico Gabriele Stagi che, in quell'afoso e fatale pomeriggio di sabato, si trovava insieme a lui sul monte Prana: suoi i primi tentativi di rianimarlo in attesa dell'arrivo dell'elisoccorso Pegaso (in ritardo, in quanto il mezzo era impegnato nel rifornimento al momento della chiamata d'emergenza).

Ad accompagnare il feretro c'erano infatti anche una quindicina di furgoni dell'azienda viareggina con gli oltre quaranta dipendenti tutti presenti a dare l'ultimo saluto ad un loro apprezzato collega ed amico: la ditta ieri ha indetto una chiusura per lutto dalle 13 alle 17 in modo da permettere a tutti di prendere parte ai funerali e di manifestare la propria vicinanza alla famiglia.

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