Barbara Paci candidata sindaco: «Così cambieremo Viareggio»
Tre le liste civiche che la sostengono, con punti di forza in Torre del Lago e nell’esperienza di un gruppo di imprenditori del turismo decisi a farsi sentire
VIAREGGIO. In corsa, verso le elezioni amministrative di settembre, per una Viareggio «che ha bisogno di vivere momenti migliori», per dirla con le parole di Edoardo Berti, imprenditore storico della movida della Darsena, al fianco di Barbara Paci, candidata a sindaco civica con tre liste.
Cinquantuno anni, docente di Storia dell’arte, gallerista, curatore di mostre ed eventi d’arte in Italia ed all’estero, Paci ha collaborato con Istituzioni pubbliche ed Enti museali non solo italiani. «E visto che qualcuno dice che non sono viareggina perché ho le gallerie a Pietrasanta, voglio ricordare che ho anche fatto la Canzonetta con Foffo (Martinelli, ndr). Al suo fianco, per il momento, tre liste: “Barbara Paci sindaco per Viareggio e Torre del Lago”; “Per la nostra terra-partite Iva” che mette insieme l’esperienza collaudata della “Per Torre del Lago” e quella appena nata di un gruppo agguerrito di imprenditori del turismo decisi a far sentire la voce di chi lavora in città; “Civica.Mente”, la lista di Luigi Troiso, ex consigliere coadiutore dell’amministrazione in carica per Torre del Lago, fresco di una rottura con la maggioranza del sindaco Del Ghingaro. Referenti della lista “Per la nostra terra-Partire Iva” sono Roberto Tedeschi e Carmelo Donzella.
«È il nostro momento», così l’esordio -diretto al mento - della candidata a sindaco: «Sono e siamo qui a candidarci per una nuova idea di concepire la città ed un nuovo modo di fare politica che abbia al centro la capacità di essere presenti sul territorio e di dialogare e ascoltare il cittadino». In sala, ad ascoltarla, personaggi del calibro del professor Enrico Marzaduri, del collega Carlo Andrea Gemignani, esponenti del mondo del divertimento ma anche del volontariato come il dj Andrea Paci, albergatori, commercianti, ristoratori, il medico Antonio Tedeschi, già assessore con l’amministrazione Lunardini. «Ed abbiamo il sostegno dell’architetto Gino Zavanella», ricorda Paci: «Realizzatore di grandi stadi, capace di portare particolare attenzione al ripristino dei piccoli centri sportivi chiusi, dove i bimbi non possono andare».
È una città vissuta a pieno dai suoi abitanti e da chi la sceglie per le proprie vacanze, quella che Paci e la sua squadra si candidano a governare: un Piazzone la cui riqualificazione «è una priorità assoluta», come spiega Donzella; una Viareggio ed una Torre del Lago sicure, come chiede Tedeschi, «perché una città insicura non è accattivante dal punto di vista turistico»; una città che ritrovi la sua ragione d’essere nella capacità di fare accoglienza e produrre lavoro, «che significa anche riportare la musica in Passeggiata», come immagina Andrea Paci, e «rivedere il Piano acustico esistente», come chiede Berti, «perché Viareggio ha bisogno di tanti eventi che non siano solo il Carnevale». Con grande attenzione ai conti che - sono le parole di Troiso - «non tornano e lo si vedrà a breve».
Flash di un programma che ha un filo unico a tenerlo insieme: «Lasciare il “palagio”, quel palazzo del quale parlava Machiavelli nel 1525 come il luogo dove il potere politico è chiuso, arrogante, autocratico, per andare in quella piazza che vi si contrappone e dove i cittadini si incontrano, parlano dei loro problemi». Un parlare al quale Paci ed i sui si impegnano a garantire ascolto: «Se sarò eletta sindaco garantisco di incontrare, un giorno alla settimana dalle 18,30 alle 23 - i cittadini lo richiedano».
Intorno alla candidatura civica di Paci e delle sue liste si muove l’attenzione della politica: lunedì scorso è stato il leader della Lega, Matteo Salvini, a dare l’ok al sostegno dell’esperienza civica che va a mettersi in campo. Non resta che attendere le prossime per capire se e quando questa attenzione dei partiti del centro destra si concretizzerà intorno a Paci e se sarà un fronte unico o se qualcuno continuerà con il braccio di ferro che dura da mesi. «Oggi dimostriamo prima di tutto la nostra civicità», spiega la candidata: «La nostra volontà è quella di aprirci a chiunque voglia vedere una vicinanza nelle nostre idee, nei nostri programmi, nei nostri comportamenti. Sapendo che noi restiamo molto fermi nei nostri progetti e nella nostra personalità civica». —
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