Il Tirreno

Versilia

Il cordoglio dei trabaccolari «Era diventata una di noi»

Dalla presidente della Croce Verde al CarnevalDarsena il ricordo del mondo dell’associazionismo e della politica 

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Viareggio

Sono arrivati anche da San Benedetto del Tronto i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Lisandra Biagini. Del resto lei, viareggina doc, si era legata alla comunità marchigiana della Darsena dopo aver sposato Benedetto Consorti diventando così “trabaccolara” di adozione: «Lei, non trabaccolara di origine- scrive l’amministrazione comunale di San Benedetto - seppe imparare dialetto e tradizioni sambenedettesi e fu una delle persone che maggiormente si adoperarono per il gemellaggio tra San Benedetto e Viareggio».

La gran parte dei ricordi arriva però dal mondo della politica e dell’associazionismo viareggino. «Donna vivace, battagliera ed impegnata a contrastare la povertà, la solitudine, l’emarginazione - scrive Carla Vivoli, presidente della Croce Verde - è sempre stata presente ad ogni iniziativa della Croce Verde, ha voluto appartenere a quella che lei definiva la più grande famiglia allargata di Viareggio: la Croce Verde. La vogliamo ricordare così come era, una persona del popolo che ha amato la sua città. La porteremo, oltre che nei nostri cuori, ad esempio di quei volontari intendono impegnarsi nella nostra Associazione».

«Ha rappresentato – ricorda il presidente del CarnevalDarsena, Massimiliano Pagni – la ‘quota rosa’ del gruppo storico dei carnevalari darsenotti. La sua scomparsa mi colpisce personalmente perché nell’organizzazione delle prime edizioni della festa era sempre al fianco di mio padre Loris».

L’amministrazione comunale di Viareggio la ricorda come «una delle figure emblematiche del Pci di Viareggio. Consigliera comunale, indimenticata presidente della Circoscrizione Darsena, seppe amministrare con competenza ed empatia un quartiere all’epoca difficile, nel quale convivevano anime diverse, tra comunità distinte, i cantieri navali».

La ricordano poi l’ex assessore regionale Marco Montemagni («Una grande donna a cui Viareggio deve tanto e che deve essere degnamente ricordata»), Fabrizio Manfredi («Una delle figure femminili che più si è battuta per la causa dei lavoratori, delle donne, dei ceti e delle fasce più povere»), Paolo Annale («Esempio di donna capace di coniugare rigore delle scelte politiche e umanità dei gesti») e Paolo Puccinelli («Per me giovane dirigente della Fgci fu un esempio e un riferimento importante nel rapporto con la Darsena» ). —

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