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l’accordo 

Il centro sportivo dei Lippi a Viareggio farà maturare i talenti

Il centro sportivo dei Lippi a Viareggio farà maturare i talenti

Patto tra il Marco Polo Sports center e il Viareggio 86 per far giocare i giovani

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VIAREGGIO. Mentre vive una delle sue pagine più nere, con l’inchiesta della Procura di Lucca su ex dirigenti e allenatori del fu Viareggio 2014, il calcio prova a ripartire in città. Ieri mattina è stato presentato l’accordo tra il Marco Polo Sports Center e lo Sporting Viareggio 86, squadra di seconda categoria. Un patto finalizzato al rilancio del pallone dopo le disavventure degli ultimi tempi. Erano presenti il sindaco Giorgio Del Ghingaro, l’ex ct campione del mondo Marcello Lippi che è uno dei soci del Marco Polo Sports Center e Mario Del Pistoia, altro socio. Mentre Massimiliano Maddaloni impegnato in Cina, ha inviato un saluto come Davide Lippi. Così l’amministratore delegato del Marco Polo Sports Center Andrea Strambi: «Si è partiti dalla necessità e soprattutto dalla volontà di entrambe le società di garantire ai giovani di Viareggio la pratica del calcio fin dalla giovane età e l’opportunità di arrivare a giocare in prima squadra – precisa Strambi – nessuno pretende di sostituirsi a chi vorrà, in tempi brevi, costruire una società da iscrivere a campionati più prestigiosi. In quel caso troverà disponibilità, qualora sussistano solide basi, ad un nostro coinvolgimento. Mettiamo il nostro impianto con terreno in sintetico a disposizione del Viareggio 86. Per adesso rimarrà questa denominazione sociale, distinta per entrambe le società: non è da escludere che possa essere modificata in seguito. Vorrei ringraziare Giuliano Tomei e la sua dirigenza, l’amministrazione comunale e l’associazione culturale e sportiva “Orgoglio Bianconero”, visto che questa collaborazione è frutto anche della paziente azione di sostegno e mediazione fortemente voluta da questa associazione».

Marcello Lippi ha sposato questo progetto, perché da sempre è un sostenitore della valorizzazione dei giovani e dell’utilizzo dei calciatori locali. «Non ha senso credo, a certi livelli, dover ingaggiare giocatori che vengono da fuori – dice – con dispendio anche di soldi. Avere famiglie che vengono a vedere i propri calciatori sulle tribune è un fatto positivo. Poi se ci sono dei ragazzi meritevoli anche di altri palcoscenici è giusto che vengano valorizzati in tal senso». Il sindaco Del Ghingaro ha voluto essere a fianco delle due dirigenze in questo progetto. «Le ultime notizie di cronaca testimoniano che c’era la forte necessità di avere alla guida di una società di calcio persone che garantiscano affidabilità – dice – come in questo caso. Ed è per questo motivo che li ho ospitati in Comune, personalmente mi piacerebbe vedere il Viareggio in categorie superiori, però condivido il fatto di lavorare a seconda della disponibilità economica. Mi auguro che avvenga in questo progetto sportivo quello che è avvenuto per la città quando ci siamo insediati come amministrazione. Rispetto a come l’abbiamo trovata, ora è sicuramente in una condizione migliore». Così Giuliano Tomei presidente del Viareggio 86: «Come ho sempre detto abbiamo messo la società a disposizione della città – dice – se però ci sono imprenditori che vogliono fare cose più ambiziose della nostra, non sono certo incollato alla poltrona presidenza. Rafforzare la società è un fatto positivo anche per costruire una squadra più ambiziosa. Per adesso noi facciamo con quello che abbiamo, come abbiamo sempre fatto, con onestà. Per noi è un privilegio far parte di un progetto simile». Gli ultras vorrebbero solo il nome di Viareggio, per rappresentare la squadra della città. —

r.l..

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