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l’altra faccia della medaglia 

Versilia, turismo alberghiero in crisi: «Fatturati ridotti del 50%»

Versilia, turismo alberghiero in crisi: «Fatturati ridotti del 50%»

Paolo Corchia, imprenditore e vicepresidente di Federalberghi  critica le linee guida del governo sulle sanificazioni: ci penalizzano

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VIAREGGIO. Entro la fine del mese saranno aperti sette alberghi su dieci in Versilia. Pronti per la stagione. Ma quella del 2020 già si preannuncia un’estate di vacche magre per gli imprenditori alberghieri che proprio in questi giorni stanno facendo i conti con le prenotazioni, decisamente in calo rispetto agli standard e con una paura del contagio che stenta a lasciare gli italiani.

«Ci saranno circa il 60-70% delle aperture entro la fine del mese - spiega Paolo Corchia di Federalberghi - le normative sulle sanificazioni hanno penalizzato fortemente le nostre strutture e in molti hanno dovuto fare i conti con i costi alti per mettersi in regola e con il tempo necessario perché tutto sia a norma».

Perché negli alberghi si dovranno rispettare le distanze di sicurezza, si devono prevedere sanificazioni continue e la mascherina protettivo sarà il “must” dell’estate. Un cocktail di prescrizioni che di certo poco invoglia il cliente in cerca di relax.

Inoltre, se negli ultimi dieci anni la tendenza era limitare la permanenza negli alberghi soprattutto nei fine settimana con pacchetti “esperienziali” che comprendevano gite, escursioni e turismo enogastronomico, quella di questa estate sarà ancor di più turismo mordi e fuggi: «C’è da considerare che molti lavoratori avranno meno possibilità di fare le ferie - continua Corchia - tante aziende, soprattutto al Nord, che potevano permettersi di non mettere in cassa integrazione i propri dipendenti, hanno fatto smaltire le ferie e quella che si preannuncia loro è un’estate di lavoro intenso. La buona notizia che ci arriva proprio in queste ore da agosto riprenderanno i voli e noi speriamo che vengano riaperte quante più destinazioni possibili».

La prospettiva è quella di recuperare in corsa quello svantaggio che è la dote dell’emergenza sanitaria, ma che questo sia possibile ancora è tutto da vedere: «Se riusciamo ad avere il 50-60% del fatturato dello scorso anno è già tanto - continua Corchia - Perché continuiamo a fare il ragionamento solo per quanto riguardda l’estate: la verità è che abbiamo perso tre mesi buoni. Parlando degli albergatori di tutta la Versilia, e non solo di Forte dei Marmi, dopo il Carnevale è iniziato il lockdown. Abbiamo perso tutto il periodo pasquale, abbiamo perso un buon maggio di sole e giugno discreto sotto il profilo del meteo. Inoltre ci sono stati dei lunghi ponti che non abbiamo potuto sfruttare. Sono tutte prenotazioni perse - e prosegue - inoltre, secondo quanto si apprende in questi giorni, a settembre potrebbe essere previsto il rientro a scuola in presenza: significa che la nostra stagione estiva è cortissima. Si limita ai soli due mesi di luglio e agosto. A rincarare la dose la quasi totale assenza in Versilia, ma anche altrove, di manifestazioni di qualsiasi tipo: cinema, teatro, musica, concerti. Non c’è attrattiva. E rimane l’incubo delle scadenze che si ripresenteranno a settembre: è ovvio che tutta la categoria aspetta provvedimenti seri da parte del governo».

E chiude: «Il telefono ricomincia a squillare ma siamo lontani da situazioni di entusiasmo». —

C.B.M.

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