Il presidio
Quasi 32 milioni di finanziamenti per imprese e professionisti
Soldi garantiti dallo Stato per 1.545 attività economiche Ci sono i top della ristorazione e anche sindaci, attuali o ex
Viareggio. Arrivano i soldi, finalmente. Almeno alle imprese. Quasi 32 milioni di euro di finanziamenti sono stati deliberati a favore di 1.545 attività economiche di Viareggio e Versilia. Ci sono bar, ristoranti, pizzerie, impresari edili e professionisti. Ma anche negozi e stabilimenti balneari. I cui titolari hanno chiesto alle banche o ai centri fidi delle associazioni di categoria i 25.000 euro garantiti al 100% dallo Stato, sulla base del Decreto liquidità del Governo. Un aiuto prezioso per fronteggiare l’emergenza Covid, in un momento in cui c’è bisogno di riempire le casse vuote dopo mesi di inattività.
Tra le imprese che hanno chiesto e ottenuto il finanziamento ci sono nomi molto noti a Viareggio come i bagni Barsanti e Zara, la pizzeria Rizieri, il ristoratore Romano Franceschini, le pasticcerie Puccinelli e Lombardo, il panificio Carlotta, il panificio Benzio e Pancaccini, le rosticcerie La Fila e La Campana. Ci sono attività storiche come il Garage Pecchia e sportive o ricreative, come il Circolo Tennis e la Capannina di Viareggio.
Ma ci sono anche carristi come i fratelli Cinquini e Luca Bertozzi e hotel come il Marchionni. Nell’elenco del Comune di Camaiore figurano, tra gli altri, la concessionaria Larini&Team, la norcineria Bonuccelli e anche il sindaco Alessandro Del Dotto (come avvocato), l’imprenditore Marco Daddio e il Consorzio di promozione turistica. A Massarosa figurano tra chi ha ottenuto il prestito l’azienda Ivano Gardening e l’impresa General gest di Fabrizio Larini. A Pietrasanta ci sono locali come l’Enoteca Marcucci, il bar pasticceria Dazzi e il Cafè Turandot. Mentre nell’elenco di Forte compaiono il ristorante Lorenzo, il marchio Att Pagany, l’Hotel Franceschi, l’ex vicesindaco Michele Molino (come commercialista). Infine a Seravezza risultano anche una farmacia, l’Antica farmacia Betti, e molte aziende del marmo, come la Landi Group Service.
In realtà non tutte le imprese hanno ottenuto 25.000 euro: sono state erogate anche somme più piccole, fino a poche migliaia di euro. La richiesta veniva esaminata sulla base del bilancio dell’attività: la somma finanziata non poteva superare il 25% dei ricavi dell’azienda o partita Iva. Ricavi, ovviamente, certificati.
«Possono usufruire di questa opportunità – ricorda Confcommercio – imprese e persone fisiche che esercitano attività d’impresa, anche con esposizioni classificate a “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate”, purché tale classificazione non sia antecedente al 31 gennaio. Si tratta di nuovi finanziamenti: sono esclusi cioè consolidamenti di debiti già esistenti in precedenza. La durata è di 6 anni, di cui 24 mesi di preammortamento». Significa che nei primi 2 anni si paga una rata comprensiva dei soli interessi, senza la quota del capitale. Questo dovrebbe garantire che la rata sia più bassa, in modo da dare il più possibile respiro ai conti del beneficiario.
Questo tipo di intervento, che è garantito al 100 per cento dal Fondo di garanzia del ministero dello Sviluppo economico, era destinato alle piccole e medie attività. Per le più grandi era possibile richiedere un finanziamento superiore ai 25.000 euro, ma in quel caso la quota di garanzia scendeva (ad esempio al 90%). In teoria la procedura doveva svolgersi in modo automatico e gratis, senza una particolare istruttoria né valutazione finanziaria da parte della banca. In realtà, come documentato dal Tirreno a cui si erano rivolte le stesse imprese, il percorso per arrivare al prestito è stato assai più tortuoso. Con alcune banche che hanno messo ostacoli. Ora, però, per 1.545 imprese la situazione si è sbloccata. L’elenco completo delle attività che hanno ottenuto il prestito è pubblico ed è consultabile sul nostro sito www.iltirreno.it/versilia. —
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