Meteo
Dieci anni fa moriva a Milano l’attore viareggino Fabio Chiesa
Anima della Compagnia del Gran Mastro burattinaio, in Lombardia aveva recitato con la Atir ed il Teatro di Ringhiera il cui piazzale è a lui dedicato
viareggio
Dieci anni dalla morte di Fabio Chiesa e sembra ieri che arrivò la notizia del giovane attore viareggino, 38 anni, investito a Milano mentre pedalava in sella alla propria bicicletta. Oggi il piazzale del Teatro di Ringhiera, a Milano, è dedicato a Fabio. Mentre a Viareggio continua l’esperienza dell’Anfiteatro “Fabio Chiesa” fortemente voluto dagli amici e colleghi dell’attore che a Viareggio ha mosso i primi passi fondando - con due coetanei, Maurizio e Francesco - la Compagnia del Gran Mastro burattinaio, con lo scopo di educare i bambini attraverso il gioco. Attraversando questa esperienza, Fabio - ricordano i genitori e Marta Del Ministro nel decennale della prematura scomparsa- divenne artista di strada con i trampoli, mangiafuoco, giocoliere, intrattenitore delle scolaresche: «La Compagnia del Gran Mastro, dal 1996 è divenuto punto di riferimento per le scolaresche di Viareggio e di mezza Toscana per l’animazione di favole, biblioteche per ragazzi, tanto che una generazione di bambini di Viareggio ricorda Fabio come il proprio beniamino».
A Milano, l’attività teatrale di Fabio l’ha visto impegnato in numerosi spettacoli prodotti dall’Atir (Associazione teatrale per la ricerca): Falstaff, Re Lear, Le Troiane, Donne in Parlamento, “1989” (un’opera sulla caduta dei Muri), ed altri lavori, ultimo dei quali un dialogo sulla Costituzione, dedicato ai bambini. La mattina dell’incidente mortale, Fabio si stava recando alle “prove” di un laboratorio teatrale per disabili da lui organizzato assieme all’Atir. Nella quale Fabio «era un forte elemento di amalgama. Sempre disponibile, non aveva mai tempo per sé: doveva pensare agli altri». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
