Italia
Tentato incendio all'Inps, forse il gesto di un disperato
Indagini a tutto campo della polizia che, al momento, non esclude alcuna ipotesi. Saranno fondamentali le telecamere
VIAREGGIO. Forse è stato il gesto di un disperato. Magari uno dei tanti che aspettano ancora la cassa integrazione del Cura Italia, quella introdotta per la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa per l’emergenza covid-19. È questa una delle ipotesi al vaglio del commissariato di polizia di Viareggio che sta indagando sul tentato incendio alla sede dell’Inps in via Garibaldi della notte fra sabato e domenica. Non è l’unica pista che il commissariato sta seguendo. Le indagini vanno avanti a tutto campo, anche se gli agenti stanno chiudendo il cerchio sull’accaduto. Sul posto sono presenti diverse telecamere di videosorveglianza. Alcune in funzione, altre no. Ma quelle attive saranno fondamentali per risalire all’autore del gesto. I fatti sono accaduti sabato notte, in una delle vie più centrali che ci sono. Sono le undici e mezza di sera circa, quando qualcuno, probabilmente un uomo, arriva davanti alla sede dell’Inps e posiziona sotto una finestra al piano terra della una tanica.
Dentro c’è del liquido infiammabile. Appicca il fuoco e fugge via. Le fiamme non fanno molti danni: anneriscono parte della facciata, il davanzale e la grata esterna. Per spegnere l’incendio intervengono i vigili del fuoco di Viareggio che ricostruiscono i fatti dal punto di vista tecnico e consegnano la propria relazione alla polizia. Da qui iniziano le indagini, a partire dalla visualizzazione delle immagini riprese da tutte le telecamere di videosorveglianza della zona. Il gesto viene compiuto al termine di una giornata molto movimentata in Italia. I gilet arancioni, il movimento guidato dall’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo, è sceso in 29 piazze italiane, al grido «il coronavirus non esiste» e invitando a ribellarsi a quanti impongono limiti per questa fase due dell’emergenza sanitaria. Il giorno prima un gruppo di manifestanti (che nulla hanno a che fare con i gilet arancioni) si erano incatenati davanti alla sede dell’Inps di Prato per protestare contro i ritardi nel pagamento della cassa integrazione. È insomma in questo clima incandescente, dal punto di vista economico e sociale, che può inserirsi il tentato incendio della scorsa notte, anche se, come detto, gli inquirenti, al momento, non escludono alcuna ipotesi.
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