Italia
Riparte l’avventura del Teresa a sei mesi dal rogo che lo distrusse
Il titolare Cristiano Pezzini: è stata dura e lo è tutt’ora, ma ci siamo «Motivati anche dalle prove d’affetto della nostra clientela»
la storia
Tra l’incendio e il Covid, la storia del bagno Teresa – uno dei più noti della Darsena viareggina – sembrava essere rimasta sospesa nel vuoto. Ma chi conosce il titolare, Cristiano Pezzini, sapeva già che ci sarebbe stato presto un nuovo capitolo del romanzo. Lui, il balneare con la faccia da vichingo, ha sempre messo tutto se stesso nelle cose che faceva. Un impegno per le piccole e grandi cose che ha portato il Teresa, a sei mesi dal rogo che lo distrusse (era una notte di metà novembre), ad arrivare pronto al via della stagione balneare assieme agli altri stabilimenti.
Oggi il Teresa e il suo staff tornano al lavoro, nel loro habitat naturale che è quello della Marina di Levante, l’antica Costa dei barbari. Lo fanno non al 100%, perché per essere gli stessi di prima come servizi ci vorrà ancora qualche settimana. Ma se si pensa al punto da cui è ripartita, quest’avventura, c’è solo da meravigliarsi per la corsa contro il tempo che è stata fatta.
«È stata dura, molto dura, e lo è tutt’ora – dice Pezzini – ma ci siamo e questo è ciò che conta al momento. Il ristorante, che è sempre stato uno dei nostri punti di forza, non è ancora operativo: lo sarà da metà giugno e da agosto anche con il servizio ai tavoli. Nel frattempo facciamo servizio bar, in aggiunta a quello su spiaggia».
Il Teresa riparte e sa che lo deve fare ancora in salita, a marcia ridotta.
«Abbiamo avuto conferme per le prenotazioni in questa stagione – afferma Pezzini – ci sono state prove d’affetto da parte di molti clienti, che ci hanno dato fiducia. Altri si sono offerti di dare una mano in tutti i modi possibili, anche economici. Altri ancora non hanno fatto né l’una né l’altra cosa, ma non è il caso di soffermarsi troppo. Quello che importa è che siamo sul pezzo e torniamo con la nostra garanzia di qualità, che ci ha portato riconoscimenti per anni. Lavoriamo come sempre con i prodotti del territorio, mettendoci la faccia e dando garanzie per la sicurezza della struttura in termini sanitari. Sia a beneficio della clientela, sia per il nostro personale. Sappiamo tutti quanto è stato difficile ripartire in un momento del genere, con le prescrizioni che sono state richieste a tutti i bagni. Per noi lo è stato ancora di più. Se nessuno può permettersi un passo falso, a maggior ragione questo vale per noi del Teresa».
In questi mesi di lavoro per ripartire e non perdere la stagione turistica 2020 ci sono stati momenti di scoramento, ma anche grandi slanci. Le motivazioni le hanno date, oltre ai gesti dei clienti, la compagna Sonia e il Pezzini junior. Ora il futuro è un po’ meno oscurato dal fumo nero che in quella notte ha bruciato i sogni di Cristiano.
«Come tutti i colleghi le preoccupazioni per la stagione che inizia ci sono – ammette – C’è il calo delle prenotazioni e ci sono le difficoltà da affrontare. Ma se c’è una parola che non si deve dire è: chiudere». —
m.t.
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