Il Tirreno

Versilia

L’INCHIESTA 

Arrestato perché ricattava un ragazzino

melania carnevali
Arrestato perché ricattava un ragazzino

Avrebbe preteso soldi e regali con minacce sempre più pesanti ma lui ha trovato il coraggio di denunciarlo

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VERSILIA. Si conoscono tramite amici in comune. Dalla vita reale poi si arriva in un lampo ai social: si danno l’amicizia su Facebook e iniziano a chattare lì, a parlare di sé, a conoscersi. A distanza, come in fondo un po’ tutti in questo periodo di emergenza sanitaria.

E sembra l’inizio di un’amicizia comune, ma per uno dei due, il più giovane, è il preludio di un incubo.

L’altro inizia infatti presto a ricattarlo, forte degli anni e dell’esperienza in più, a chiedergli soldi, vestiti, qualsiasi oggetto di valore in cambio del suo silenzio. Lo minaccia di rivelare dettagli intimi sulla sua persona. E le minacce sono sempre più pesanti, più vere.

E allora il ragazzino, minorenne, accetta, credendo, o meglio sperando, che tutto finisca lì, che possa lasciarsi presto alla spalle questa brutta conoscenza.

Gli consegna soldi, una volta. Poi vestiti, un telefono, tutto quello che ha. Ma comunque non basta mai.

L’altro non smette di ricattarlo. Lo minaccia giorno e notte. Lo soffoca di paura e continua a chiedergli soldi e ancora soldi, sapendo di aver potere su di lui perché più grande.

Alla fine il ragazzino capisce che da solo non può farcela e si fa coraggio. Racconta tutto ai suoi genitori e chiede aiuto ai carabinieri che riescono a fermare subito il giovane e l’incubo.

Gli uomini dell’arma pianificano nei dettagli la consegna, l’ennesima, di denaro. Il ragazzino deve solo farsi coraggio un’ultima volta e fingere di consegnare quei soldi al suo ricattatore. Poi sarebbe finita. Questa la speranza e la promessa.

È giovedì sera. Il minorenne ha con sé qualche centinaia di euro: quello che avevano pattuito in cambio del silenzio. Ma questa volta la vittima non è sola alla consegna.

Con lui, nascosti, come angeli, ci sono i militari che controllano tutto da lontano. Al momento del passaggio dei soldi, entrano in azione e arrestano in flagranza il giovane per estorsione. E lui non può fare altro che arrendersi all’evidenza. Ha i soldi in mano e ci sono i messaggi e le minacce inviate al ragazzino.

Adesso il giovane si trova nel carcere di Lucca.

I contorni della vicenda sono ancora al vaglio degli inquirenti. Ma la storia è accaduta tutta in Versilia nell’arco dell’ultimo mese, il primo mese di semi-libertà, prima, e libertà totale, poi, dopo due mesi di lockdown per il coronavirus.

E tanto è bastato a un uomo, seppure giovane, a trascinare un ragazzino nel peggiore degli incubi che potesse vivere alla sua età. Un incubo però finito presto, grazie al coraggio che lui stesso è riuscito a tirare fuori e alle indagini dei carabinieri che lo hanno aiutato. —

 

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