Il Tirreno

Versilia

I campeggi lanciano l’Sos «Per noi regole rigidissime»

Simone Pierotti
I campeggi lanciano l’Sos «Per noi regole rigidissime»

Montemagni (Assocamping) e le misure di sicurezza richieste alle strutture «Alcune sono facilmente attuabili, altre sono poco praticabili e vanno ridiscusse»

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viareggio

«Non ci sono misure impossibili da rispettare. Però vanno gestite bene, per evitare di non essere in linea con le disposizioni che ci sono state date». Michele Montemagni, presidente di Assocamping Toscana e titolare del campeggio “Bosco verde” a Torre del Lago, lo aveva gridato ai quattro venti nelle settimane passate: «Così rischiano di cancellarci», quando nel suo settore di riferimento regnava ancora l’incertezza e mancavano soprattutto regole sanitarie certe. In vista dell’inizio di una stagione estiva comunque con il freno a mano tirato in partenza.

Due giorni fa ecco l’ordinanza del governatore della Toscana Enrico Rossi sulla riapertura, fra le altre, di strutture ricettive all’aperto come villaggi turistici e camping. Sospiro di sollievo.

Anche se «mi lascia un po’ perplesso l’adozione di linee guida più stringenti di altre zone che, rispetto alla Toscana, sono state colpite maggiormente dal Covid-19 come ad esempio l’Emilia-Romagna – spiega Montemagni – su alcuni aspetti chiederemo chiarimenti alla Regione».

Certo, tutto va analizzato nell’ottica di un’emergenza sanitaria. «Più misure vengono adottate e più ci mettiamo in sicurezza meglio è, è una garanzia non solo per i clienti ma anche per i dipendenti dei campeggi e le loro famiglie – prosegue Montemagni – e alcune sono facilmente attuabili, come la pulizia dei bagni comuni o la sanificazione: è un aspetto su cui noi campeggiatori da sempre poniamo molta attenzione».

E non preoccupa nemmeno la distanza da una piazzola all’altra – è necessario che tra gli ingressi di tende, roulotte o camper confinanti, se frontali, ci stiano almeno tre metri – perché «qui da noi, ad esempio, la più piccola misura 70 metri quadri per poi andare a salire» o all’interno di aree costantemente monitorate e controllate «come le piscine».

Ma alcuni aspetti tecnici – questa l’osservazione di Montemagni – devono essere discussi in maniera approfondita «come la misurazione della febbre all’ingresso rispetto all’autocertificazione: questo aspetto operativo può variare da struttura a struttura. E dipenderà soprattutto dall’affluenza, fermo restando che non sarà certo quella degli anni passati: nei giorni di punta come i week-end rischia veramente di diventare di difficile attuazione». E ancora: «Ci lascia perplessi il distanziamento di almeno un metro e mezzo anche nel caso di utilizzo di accessori o pertinenze come tavoli, sedie, lettini e sdraio: noi chiederemo a tutti di fare attenzione all’interno di ogni singola piazzola, ma se per qualche motivo la distanza fosse inferiore, la responsabilità ricadrebbe sul titolare del campeggio o sul cliente? Alcuni passaggi dell’ordinanza si prestano a interpretazioni e per questo chiederemo alcuni chiarimenti alla Regione: vogliamo essere certi di essere conformi alla legge».

Rimane, poi, la sensazione è che la Toscana abbia adottato misure fin troppo restrittive dando un’occhiata ai numeri dei contagi: «Perché andare a rimetterci quando non se ne ravvisano i presupposti? Resta il fatto che bisognerà verificare tutto nei limiti e nel rispetto della salute dei clienti e dei dipendenti, ovviamente. Però è chiaro che una differenza di adempimenti burocratici, e quindi di costi, si tradurrà in una diversa risposta sul mercato dei camping» . —

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