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A Marina si chiede la spiaggia chiusa al calar del sole
Il Consorzio balneari a sindaco e prefettura: non è possibile garantire i protocolli richiesti quando assistiamo ad invasioni nelle ore notturne
marina di pietrasanta
Le passeggiate al chiaro di luna, i tuffi fra le onde celati nell’oscurità, gli innamoramenti sospesi, fra cabine e lettini, sotto un cielo stellato e complice: frammenti di una Versilia – forse oggi meno romantica e decisamente più modaiola in salsa di movida – e di un litorale che nel divenire dell’estate 2020 sarà difficile, se non impossibile rivivere.
Già, perché la richiesta che arriva dal Consorzio balneari di Marina di Pietrasanta a sindaco e Prefettura è fin troppo esplicita: vietare, di notte, l’accesso in spiaggia. Un vero e proprio coprifuoco con buona pace, appunto, di uno scenario che appartiene all’immaginario e non solo all’immaginario, di ognuno di noi.
Il motivo di questa richiesta? «Rischiamo di ritrovarci gli stabilimenti balneari invasi da giovani e non alla ricerca di spazi all’aperto dove mangiare, bere, fare gruppo. È già successo, due notti fa, ai bagni Lido, di Fiumetto e Sorriso di Tonfano: bottiglie di birra lasciate sui tavolini, fra la sabbia, lettini e sdraie spostate, sporcizia. Se una delle priorità imposte dai protocolli è quella di sanificare ogni materiale presente su spiaggia, ditemi voi com’è possibile garantire sicurezza, in questo contesto, se già oggi ci ritroviamo a fare i conti con assembramenti e situazioni di questo genere»: è questo il pensiero di Francesco Verona, presidente del Consorzio balneari. Che aggiunge: «In questo caso non parlo di danni e vandalismi subiti, che sono un classico del periodo: no, il problema è più complesso. I bar e i ristoranti, a causa dei protocolli imposti dal Covid, hanno pochi posti a sedere e allora le persone, in particolare i più giovani, prendono il cibo e la birra e si cercano un posto dove stare tranquillamente seduti all’aria aperta in spazi ampi. E la spiaggia, la notte, è la soluzione ideale. Ma questo modo di fare, che in altri tempi sarebbe stato fattibile e comprensibile, oggi non è accettabile. Perché quella che andremo a vivere sarà un’estate diversa, dove dovremo fare tutti molta attenzione e attenersi, rigorosamente, alle regole. Come possiamo garantire una sanificazione a tutela di tutta la clientela se appunto la notte, fra gli ombrelloni, vanno in scena cene, bevute e strascichi di movida? La questione è seria – ribadisce Verona – e se ne esce solamente con un’ordinanza che vieti l’accesso in spiaggia dalla sera al mattino chiudendo, al tempo stesso, tutti i varchi esistenti. Certo, serviranno controlli da parte di chi di dovere e verbali per chi trasgredisce, ma non vediamo alternative. Se così non sarà, se le istituzioni non ci verranno incontro – conclude il presidente dei balneari – diventerà molto difficile garantire un’adeguata sanificazione degli stabilimenti balneari. Con quello che, purtroppo, ne potrebbe conseguire». —
LUCA Basile
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