Il presidio
Davide, il saluto dei suoi ragazzi «Continueremo a fare rumore»
Centinaia di candele per il regista che ha fondato la scuola Teatro Rumore La compagna Ilaria: «Tenetevi stretto nel cuore ciò che di bello vi ha donato»
Viareggio
Una, dieci, cento candele. Sono quelle accese domenica sera una dopo l’altra sui balconi della città in una sorta di flash mob per ricordare Davide Moretti, il regista teatrale di quarantatré anni scomparso all’alba di sabato per una grave malattia che lo tormentava da tempo. I “suoi ragazzi”, ovvero le centinaia di allievi della compagnia Teatro Rumore che lo avevano come loro insegnante, lo hanno voluto salutare così, tutti insieme, con un gesto simbolico che lui avrebbe certamente apprezzato.
Ieri pomeriggio, intanto, nella sala del commiato del cimitero di Torre del Lago un corteo di giovani allievi ha voluto porgergli un ultimo saluto a piccoli gruppi, come impongono le normative anticontagio. Dietro le mascherine, occhi umidi di lacrime ma al tempo stesso sorridenti, perché il bel ricordo che Davide lascia è più forte del dolore straziante. «Tenetevi stretto nel cuore ciò che di bello vi ha donato», ha ripetuto a tutti Ilaria Lonigro, la compagna di una vita cercando lei di tirare su il morale a chi era venuto a consolarla. «Davide - ha poi aggiunto - non avrebbe cambiato con niente e con nessuno la vita che ha vissuto».
E per chi non è riuscito a salutarlo per l’ultima volta ieri, le visite alla sala del commiato - così come voluto dai genitori Anna e Salvatore e dai fratelli Paolo, Enrico e Andrea, oltre che da Ilaria - proseguiranno anche oggi dalle 9,30 alle 11 e domani dalle 10 alle 12.
Ma il ricordo di Davide non si fermerà qui. E si trasferirà forse nel luogo dove ha trascorso alcuni dei suoi momenti più belli: il teatro Jenco in Darsena. Qui, infatti, è andato in scena il suo ultimo spettacolo, forse quello al quale era più affezionato - 32, a beatiful thing - dedicato al disastro ferroviario di Viareggio.
Ebbene, fuori dai cancelli del teatro Jenco, a partire da ieri sera, il gruppo dei suoi ragazzi più grandi ha sistemato uno striscione ed ha invitato tutti a lasciare un ricordo di Davide: uno striscione, un disegno, una poesia, un fiore. Un modo per salutarlo non in silenzio, ma con quel sano, intenso, forte rumore che è stato la parola d’ordine di tutta la sua vita. —
Claudio Vecoli
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