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Pd, parla il commissario: «Il mio mandato non è fermare l’auto in corsa»
Alessandro Franchi inizierà i suoi incontri nei prossimi giorni Intanto Palestini lascia la chat dalla Direzione versiliese
viareggio
Il suo mandato - spiega al Tirreno il neo commissario del Pd di Viareggio, Alessandro Franchi, ex sindaco di Rosignano ed ex presidente della Provincia di Livorno - «non è fare punto zero». L’obiezione è legittima: il commissariamento è comunque un punto zero, come quando - in qualsiasi relazione - si passa dal confronto alla decisione non condivisa. «Non voglio entrare nella polemica», si irrigidisce un po’ Franchi: «E non entro neppure in considerazioni che non spettano a me sulla decisione della segretaria regionale. A me è stata chiesta disponibilità per il Pd, in base a quella che è la mi esperienza amministrativa e politica. Disponibilità per dare una mano al Pd a vincere le elezioni amministrative a Viareggio, tenendo conto che si sono anche le elezioni regionali».
Il mandato ricevuto da Firenze - Franchi torna aprirsi nella conversazioni con il cronista -«non è quello di cambiare la macchina in corsa. Ma di provare a vincere a Viareggio, costruendo le migliori condizioni per vincere».
Eppure la macchina in corsa era stata accesa, con le votazioni dell’assemblea comunale Pd che avevano portato a scegliere Sandro Bonaceto come candidato a sindaco in una coalizione variegata di centro sinistra: «Non entro nelle considerazioni che hanno portato il Pd regionale al commissariamento», ribadisce Franchi, «ma è chiaro che da qui si parte». La politica, aggiunge Franchi - e suona come un messaggio a chi debba capire - «è fatta anche di valutazioni sul momento e di valutazioni sulla prospettiva»:
Ciò detto Franchi avvierà tutti gli incontri necessari, compreso quello con il candidato sindaco Bonaceto: «Il mio appello, rivolto a tutti, è a darmi una mano da una parte a gettare le basi per ricostruire il Pd e dall’altra per vincere le elezioni amministrative de prossimo autunno. Presto spero di poter attivare la piattaforma per poter incontrare, sia pur virtualmente, tutti gli iscritti al Pd». Compresi quelli «che si sono allontanati dal partito».
Sul tavolo di Franchi i “tarocchi” del Pd viareggino degli ultimi 5 anni raccontano l’opposizione al sindaco in carica, Giorgio Del Ghingaro, la scelta di un candidato alternativo (come fu anche nel 2015), l’intenzione di ricorrere in tutte le sedi possibili contro il commissariamento, a partire dalla lettera inviata al segretario nazionale Luca Zingaretti (vedi pezzo a lato) ed alla Commissione di garanzia nazionale. Ma anche le decisioni importanti, prese da alcuni esponenti di punta del partito subito dopo la notizia del commissariamento, quando dalle chat di partito si sono ritirati nomi come quelli dell’ex sindaco di Viareggio, Andrea Palestini, membro della Direzione versiliese del partito.
Aria di libecciata, insomma, e di onde da surfisti molto esperti. —
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