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Consegne a casa: il patto dei ristoranti

Luca Basile
Consegne a casa: il patto dei ristoranti

Dieci imprenditori uniscono le forze per fornire il servizio «Si potrà scegliere un menù con i piatti dell’uno e dell’altro»

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pietrasanta

Il domani, prossimo e non solo prossimo, è generoso per incertezze. E allora, anche sotto il cielo, stellato, di Cenatown, in terra di Pietrasanta, è tempo di reagire alle disastrose conseguenze, economiche, del Covid-19. Come? Facendo squadra.

E così una decina di ristoratori, ma il numero è destinato a crescere, hanno deciso di offrire alla clientela un servizio di consegna di pranzi e cena a domicilio affidando il delivery in questione ad una società di settore. Il nome di questa società riassume il progetto: “Consegne in casa”. Come a dire: niente più improvvisazione umorale innescata dalla pandemia, niente più servizio fai da te e niente più ancora chiamate a questo o quel ristorante per farsi portare a domicilio la pietanza privilegiata. Si va sul portale di “Consegne in casa”, si scorrono i vari menù in proposta, si scelgono i piatti e dopo un click non resta che attendere.

«Con il deflagrare dell’emergenza e la conseguente chiusura dei locali molti noi, a Pietrasanta come altrove, si sono organizzati con il delivery: una soluzione, transitoria, che però nel breve volgere di qualche settimana ha cominciato a dare risultati significativi. Il fatto è che dal Covid, nonostante il via libera alla Fase 2 e a tutto il resto, non siamo ancora fuori – fa sapere Luca Maccarone, titolare di Sementis in via Garibaldi e coordinatore del progetto – per questo motivo abbiamo deciso di unire le nostre forze e di dare vita una proposta che metta nelle condizioni il cliente di potere scegliere fra tanti menù cosa farsi portare a casa, sul proprio tavolo. Insomma non più ognuno per conto proprio e iniziative sporadiche, ma un servizio organizzato e pianificato in modo professionale con un fine ben individuato: la tutela e la valorizzazione del marchio di qualità culinaria di Pietrasanta».

Anche perché, come spiega Maccarone, non è certo ancora tempo di rivedere i tavoli dei ristoranti affollati come qualche mese fa. «Stando ad alcune indagini di settore, la metà di chi frequentava abitualmente i ristoranti è già pronta a tornarci, ma c’è anche un 50% di clienti che preferisce restare a mangiare a casa. Ed è a queste, e non solo a queste, che ci rivolgiamo. In sostanza – spiega Maccarone – il cliente va sul portale “Consegne in casa”, legge i menù e poi può scegliere fra un antipasto di un ristorante, il secondo piatto di un altro e una bottiglia di vino di un altro ancora: completa l’ordinazione e, all’ora prefissata, si ritrova il pranzo o la cena in casa. Con una postilla: la clientela a cui ci rivolgiamo non è solamente di Pietrasanta, ma va da Massa a Viareggio. Partiremo con i primi giorni di giugno: stiamo infatti ultimando gli ultimi dettagli della piattaforma di offerte. L’auspicio è che nei prossimi giorni anche altri ristoranti si uniscano a noi: vogliamo infatti essere nelle condizioni di offrire un menù variegato e di qualità. Perché, pur nella drammaticità assoluta del periodo, in ogni contesto, il Covid ci ha anche insegnato che bisogna sapersi adattare e, al tempo stesso, innovare».

Di seguito i ristoranti che, ad oggi, hanno aderito al progetto: Sementis, Sushi Jazz, Filippo, Memorie, PiadinPizza, Lunedì dello Studio, Antica Macelleria, Betty, Il Posto. —

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