Il presidio
Addio a Davide Moretti, una vita per il teatro
Alla sua scuola Teatro Rumore si sono formati centinaia di ragazzi e giovani. L’ultimo spettacolo portato in scena era dedicato alla Strage di Viareggio
VIAREGGIO. Non aveva figli, Davide Moretti. Perché il tempo tiranno e una malattia devastante probabilmente non hanno permesso a lui e ad Ilaria Lonigro – la compagna con cui ha condiviso gioie e dolori di una vita - di realizzare questo sogno. Ma sabato mattina all’alba, quando il suo cuore sempre più debole ha smesso di battere, il dolore di centinaia di ragazzi che lo avevano avuto come insegnante era simile a quello di chi perde un padre. O, per i più grandi, un fratello maggiore. Già, perché Davide Moretti – regista teatrale fondatore della compagnia Teatro Rumore di Viareggio – per i “suoi ragazzi” era molto di più di qualcuno che insegnasse loro come si sta su un palco, come si entra in scena o con quale timbro di voce si recita una battuta. Era l’amico, il confidente, perfino il “padre spirituale” (e politico, nel senso più alto e più nobile del termine) a cui chiedere un consiglio per risolvere un problema o per affrontare una nuova sfida nella vita. E lui, finite le prove, non si risparmiava nel dispensare suggerimenti dettati sempre dal cuore. E spesso le discussioni proseguivano tutti insieme anche a casa di Davide e Ilaria a Torre del Lago, fra una pizza e una birra e un gioco di ruolo, fino a notte inoltrata.
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Il teatro, naturalmente, era la sua vita. Una passione respirata da sempre in famiglia (anche Andrea Elodie, uno degli altri tre fratelli, è un attore e regista teatrale e, sempre a Viareggio, ha fondato Policardia Teatro), ma che era diventata con il tempo anche una professione. Il suo Teatro Rumore - e guai a chiamarlo Teatro del Rumore, come a qualcuno a volte accadeva per errore - era nato dall’esigenza di avvicinare i bambini e i ragazzi al teatro. Dalla scuola fondata insieme a Ilaria sono passati centinaia e centinaia di giovani e giovanissimi allievi di età compresa fra i 5 e i 26 anni che volevano mettersi alla prova con un palcoscenico. E per tutti ha trovato una parte, in scena, che calzasse con il proprio piccolo o grande talento.
Non sono certo mancate le soddisfazioni. Teatro Rumore ha rappresentato in più occasioni la Regione Toscana alla rassegna teatrale nazionale di Serra San Quirico, nelle Marche. Nel 2015 “Questo strangolato rumore” – lo spettacolo che ha scritto ispirandosi all’ex manicomio di Maggiano e al medico-scrittore Mario Tobino – è stato scelto come unico spettacolo italiano al Brighton Fringe Festival, in Inghilterra. E negli anni successivi la compagnia è volata con i suoi spettacoli a Glasgow, in Scozia, e a Dusseldorf, in Germania. E in città, partendo prima dal teatro del Fienile al Varignano e approdando poi al teatro Jenco in Darsena, Moretti ha organizzato un festival internazionale al quale hanno partecipato scuole teatrali di Regno Unito, Scozia, Lituania, Serbia, Slovacchia.
Ma teatro, per Davide Moretti, era sinonimo anche di impegno sociale e civile. Così, a fianco delle commedie “leggere” (ma mai banali) scritte soprattutto per gli allievi più piccoli, fra i suoi testi spicca per intensità “Nella mano la memoria”, un testo teatrale sulla strage di Sant’Anna di Stazzema che la compagnia ha portato in scena per anni in occasione della Giornata della Memoria e che è stato visto da ottomila spettatori di cui la metà studenti. E fra il pubblico ha avuto perfino il premio Oscar Alfonso Cuaron che ha definito i testi di Moretti «ipnotici e surreali, contemporanei e dal ritmo pazzesco, meravigliosi».
La soddisfazione più grande, però, risale allo scorso giugno, quando – in occasione del decennale della strage ferroviaria di Viareggio – scrisse a quattro mani con Ilaria Lonigro 32, a beautiful thing, uno spettacolo che ha emozionato, commosso e indignato gli spettatori che per sei serate hanno fatto registrare il tutto esaurito al teatro Jenco. Con un autentico trionfo di pubblico e di critica.
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Proprio nello stesso periodo in cui lo spettacolo sul 29 giugno andava in scena, però, le sue condizioni di salute sono cominciate a farsi più preoccupanti. In realtà Davide aveva dovuto fare i conti con la malattia che poi se lo è portato via già tre anni fa. Sembrava però che dopo una serie di terapie le cose si fossero messe per il meglio. E invece la situazione si è di nuovo aggravata costringendolo a combattere di nuovo una battaglia dalla quale non si è mai tirato indietro, lottando fino alla fine. Se ne è andato in silenzio, ma il suo "rumore" resterà per sempre nelle orecchie di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. —
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