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Nei negozi l’entusiasmo dei primi giorni «Incrociamo le dita»

Maria Cristina Ercini
Nei negozi l’entusiasmo dei primi giorni «Incrociamo le dita»

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Viareggio –

Soddisfazione parziale per i commercianti che lunedì hanno riaperto sia in Passeggiata che in centro a Viareggio. Qualcuno più contento, altri molto meno e oltre al danno la beffa della pioggia, che ha parzialmente rovinato i primi giorni di ripresa. In Passeggiata ancora qualche vetrina chiusa con tanto di cartello recante il giorno della riapertura, posticipato per molti al fine settimana. Un po’ di fila fuori dai negozi, ma più per le entrate scaglionate – in molti casi accesso consentito solo ad una persona alla volta – che per la ressa dei clienti.

Fra le file più numerose quelle delle catene come Tezenis, Calzedonia, Alcott o qualche negozio di articoli sportivi, per il resto davvero poca gente. Ma qualcuno, per fortuna, si ritiene soddisfatto dei primi giorni. «Abbiamo riaperto con il personale ridotto – confessa Elisabetta Moriconi, store manager del negozio Bialetti di Via Battisti – e per questo abbiamo faticato un po’ a servire tutti, non ci aspettavamo così tante persone e siamo soddisfatti. L’auspicio è di continuare così e non che sia stato solo un fuoco di paglia dei primi giorni». Soddisfatta delle vendite anche Beatrice Bertuccelli del negozio Beatrice, anche questo in via Battisti. «Il mio negozio è molto piccolo, quindi può entrare una persona alla volta, ma ho rivisto finalmente molte clienti felici di potersi comprare qualche cosa di nuovo, che magari avevano già adocchiato prima della chiusura. Hanno atteso con pazienza di poter entrare, si sono disinfettate le mani con gli appositi prodotti, avevano le loro belle mascherine e sono tornate a casa con bel sorriso per il pacchetto nuovo».

Ma l’entusiasmo non è condiviso da tutti. Soprattutto dai negozi più piccoli che non sono attrezzati per fare provare gli abiti. «Ci aspettavano qualche cosa di più – ci dice Beatrice Marcucci del negozio Charget – magari una voglia maggiore di fare acquisti, ma ci dobbiamo scontrare con numerosi problemi, primo fra tutto quello economico. A molta gente mancano perfino i soldi per fare la spesa: come si può pensare che si comprino vestiti? Inoltre noi siamo piccoli, non possiamo, almeno per ora, far provare gli abiti e certamente è difficile acquistare qualcosa senza provarla. Ci auguriamo che le cose possano migliorare per tutti, ma l’inizio sembra in salita». Più sereni, ma sempre con cautela e preoccupazione al negozio Pinko di Viareggio, che mette a disposizione delle loro clienti tutto quanto il necessario per provare gli indumenti che vengono immediatamente sanificati prima e dopo la prova. «Noi – chiarisce Annalisa Cinquini di Pinko – al momento lavoriamo soprattutto su appuntamento: abbiamo gli spazi per far entrare un paio di clienti alla volta. All’ingresso come tutti facciamo detergere le mani. Abbiamo un macchinario che ci consente di sanificare gli abiti e quindi le clienti possono provare tutto con la massima sicurezza. Ma di qui a dire che ci sia così tanta voglia di rinnovare l’armadio è lunga».

L’auspicio è unanime: che nel fine settimana torni il sole e arrivi qualcuno anche fuori da Viareggio. —

Maria Cristina Ercini

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