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Adele e il Cantone: a Querceta l’edicola che non chiude mai

G.B.
Adele e il Cantone: a Querceta l’edicola che non chiude mai

La rivendita di giornali all’angolo fra l’Aurelia e via Federigi è anche libreria e punto di consegna per i pacchi Ups

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Querceta

Presente a Querceta fin dagli anni '50, il Cantone è ormai un'istituzione nella frazione seravezzina. All'angolo (ecco da dove deriva il suo nome) tra la via Aurelia e la centralissima via Federigi, Maria Adele Cardini - titolare della cartolibreria ed edicola da sei anni e mezzo - ha sempre tenuto aperta la propria porta per tutto il lungo periodo di lockdown. «Siamo stati tra i primi qui a Querceta ad installare la barriera di plexiglass alla cassa - racconta - proprio per dire in maniera chiara ai nostri clienti: rispettando le regole, noi ci siamo. Abbiamo solo ridotto inizialmente l'orario di apertura alla sola mattina ma ormai, vista la richiesta, abbiamo riaperto i battenti anche nel pomeriggio: certo i più giovani non vengono a comprare figurine o articoli di cartoleria ma per una buona parte della nostra clientela l'acquisto del quotidiano è una routine che è stato importante mantenere».

Da rivenditori di giornali infatti, il Cantone si è evoluto nel corso degli anni in cartoleria, libreria e punto di consegna per i pacchi Ups e ad oggi rimane uno dei pochi centri nella piana quercetana che ancora è attrezzato per la distribuzione scolastica per le scuole elementari. «In più facciamo anche un servizio fotocopie che in questo ultimo periodo si è intensificato parecchio - ammette Maria Adele - sia per i tanti moduli di autocertificazioni che sono circolati che soprattutto per quelle famiglie che, non avendo una stampante a casa, si sono rivolte a noi per stampare i compiti che le scuole, con la didattica a distanza, inviavano ai figli via email. Ora speriamo pian piano di ripartire e tornare presto alla quotidianità che avevano prima del Covid - conclude - anche se il polso della clientela è ancora alquanto timoroso: se c'è chi la prende fin troppo alla leggera, andando già in giro con la mascherina abbassata, altri sono ancora parecchio spaventati. C'è bisogno di tempo e di rispetto delle regole, anche se con difficoltà ce la faremo». —

G.B.

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